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Maltempo: dalla Croce Rossa

250 volontari in campo in Trentino

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Tre comitati locali, 22 gruppi sparsi su tutto il territorio trentino, più di 3.600 volontari, riuniti sotto un solo simbolo, lo stesso che da oltre 150 anni è sinonimo di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità, universalità. Un simbolo riconosciuto in tutto il mondo, in grado di garantire ovunque la presenza di uomini e donne che hanno scelto di mettere il proprio tempo e le proprie capacità a servizio degli altri, in modo gratuito e disinteressato. Un simbolo che ancora una volta, in questi ultimi interminabili giorni di emergenza, ha dimostrato di essere all’altezza della situazione e di saper assicurare con efficacia, tempismo e capillarità, protezione e sostegno alla popolazione

Che la macchina operativa della Protezione civile trentina, e con essa quella della Croce rossa, fosse sempre pronta ad intervenire in occasione di calamità, è cosa ormai nota ed apprezzata anche al di fuori dei confini provinciali, ma che la presenza dei volontari portacolori di quel simbolo fosse così poderosa lo si è potuto constatare, toccare con mano, nelle ore di massimo pericolo. Eppure è solo adesso che l’allarme ha chiuso la sua fase più critica, quando tutto ritorna lentamente alla normalità e la fatica può finalmente trovare riposo, che assieme ad un bilancio di quanto accaduto e quanto fatto ci permette di prender coscienza della portata del senso del dovere civile di cui ogni singolo volontario si fa carico anche a divisa dismessa e della complessità degli ingranaggi che ogni volta consentono alle forze coinvolte di essere operative, in sinergia con tutte le altre realtà di Protezione civile. 

Ma come viene organizzato il lavoro sul territorio?
La Sala Operativa Regionale di Croce rossa, di via Muredei a Trento, non è solo il luogo fisico in cui vengono coordinati gli interventi in emergenza sul territorio, coinvolgendo i tre Comitati locali di Trento, Fassa e Altipiani, ma è la struttura incaricata a gestire, in caso di necessità e per quanto di competenza di Croce rossa, le calamità naturali. È attiva 24 ore su 24 (in situazioni di normalità invece si assicura la reperibilità diurna e notturna dei responsabili), in modo tale da garantire la risposta in tempo reale e svolgere una pronta azione di movimentazione in ogni angolo del Trentino di tutte le risorse disponibili, siano esse uomini, mezzi, materiali o strumentazioni.
Entrando nello specifico, cosa è stato fatto nei giorni scorsi?
Fin dal pomeriggio di domenica, quando un comunicato della Provincia preannunciava l’aggravarsi della situazione meteo, il delegato regionale che si occupa delle emergenze si è confrontato con i collaboratori che all’interno della struttura di Protezione civile coordinano i vari settori in capo a Croce rossa, che vanno dalla gestione dei volontari abilitati al supporto sanitario e soccorso in ambulanza a quelli della logistica dei Pma (Posto medico avanzato, una sorta di pronto soccorso decentrato) e dei centri di accoglienza per gli sfollati, dall’assistenza a medici e infermieri ai giovani che si occupano dell’intrattenimento e custodia dei bambini, fino ai volontari formati per le comunicazioni o i soccorsi speciali, come le unità cinofile. In vista di tutta una serie di interventi da fronteggiare, sono stati messi in moto così 250 volontari, una massa di persone che a sua volta ha dovuto essere gestita e supportata. Con l’aggravarsi della situazione e dietro richiesta di Trentino Emergenza, è stato innanzitutto potenziato il normale impiego delle ambulanze, con l’attivazione del servizio in “pronta partenza” e di ambulanze aggiuntive.

A Trento centro, Madonna Bianca, Malè, Dimaro, Ziano di Fiemme, Moena, Rovereto, Borgo Valsugana, sono stati approntati inoltre dei centri di accoglienza per fronteggiare l’arrivo delle persone sfollate, vittime di allagamenti e smottamenti. Considerato che uno dei problemi maggiori era quello delle telecomunicazioni, due nostri volontari addetti alla strumentazione si sono messi a disposizione come “collegamento” tra la struttura di Protezione civile e la Sala operativa regionale di Croce rossa, pronti ad attivare, all’occorrenza, dei ponti radio, mentre sul fronte della comunicazione esterna, ogni delegato locale ha lavorato sui canali social, in modo tempestivo, capillare e ufficiale, le ordinanze e le varie informazioni diramate dalle amministrazioni provinciali e comunali. Poi i referenti hanno provveduto a reperire volontari, mezzi e attrezzatura, da mettere a disposizione sia per l’emergenza trentina che per quella bellunese: in un momento di grossa difficoltà siamo riusciti infatti a portare aiuto anche fuori regione, collaborando con i colleghi veneti. 

Un lavoro immane, una macchina organizzativa ben oliata di cui il più delle volte non si riesce bene a comprendere la portata ma che ancora una volta è stata capace di fronteggiare l’allarme grazie ad un esercito di volontari. E poco conta se il sole in queste ore è tornato a far capolino tra le nuvole: nella Sala Operativa di via Muredei c’è ancora fermento. «Pur non essendoci nessun allarme specifico - concludono - stiamo tenendo gli occhi ben aperti sull’evoluzione del maltempo e sulle previsioni dei prossimi giorni».

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