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Tempio crematorio

a novembre i lavori

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Nell’arco di poche settimane prenderanno il via i lavori di realizzazione di oltre cinquecento celle per contenere le urne cinerarie nel cimitero monumentale del capoluogo, mentre nei giorni immediatamente seguenti la festa di Ognissanti inizierà l’intervento di realizzazione dell’atteso tempio crematorio della città.

A renderlo noto, all’indomani della pubblicazione sulle pagine dell’Adige della notizia riguardante la carenza di loculi adeguati ad accogliere tutte le urne depositate presso il campo santo di Trento, è l’assessore competente Chiara Maule, che ha precisato anche come l’attuale carenza di spazi sia da ascriversi al continuo slittamento dei tempi di costruzione della struttura cineraria.

Secondo quanto riferito dall’esponente di Giunta, attualmente vi sono alcune celle vuote, che tuttavia non vengono scelte per ragioni pratiche, in quanto collocate troppo in alto rispetto al livello del suolo oppure disposte in luoghi poco visibili. La realizzazione delle nuove celle, già finanziante in sede di variazione di bilancio (all’interno di un capitolo riguardante diversi interventi di sistemazione dei cimiteri cittadini), avverrà in due lotti, rispettivamente da 240 e 300 vani da disporre nel seminterrato della nuova ala del cimitero, in sostituzione di normali loculi per l’inumazione attualmente inutilizzati. «Entro la prima settimana di ottobre - ha specificato Maule - i famigliari dei defunti le cui ceneri sono conservate all’interno delle urne nel deposito verranno contatti afficnhè scelgano una cella tra quella in via di realizzazione. Entro la prima Lo settimana di novembre, invece, partiranno i lavori per l’atteso Tempo crematorio, a l’interno del quale sono previste 10mila nuovi loculi dedicati. Purtroppo, sebbene qualche posto sia ancora libero, lo slittamento continuo dell’opera, in ritardo di quasi 6 anni, ha bloccato anche la programmazione per la costruzione di nuove celle, ormai sempre più richieste».

Il progetto esecutivo del tempio dovrebbe approdare in Giunta nell’arco di una o due settimane al massimo, dopodiché, nell’arco di un anno, dovrebbero già essere pronte le nuove celle. Per la piena funzionalità della struttura, invece, servirà a l’incirca un anno e mezzo: la conclusione dei lavori, salvo nuovi intoppi, è fissata per la primavera del 2020.

Fino ad allora, le salme di chi ha scelto la cremazione (circa il 60% dei defunti nel centro città) continueranno ad essere trasferite a Mantova, come avviene ormai da diversi anni.

In ogni caso, se per il tempio cittadino vi sono delle prospettive certe, per la limitrofa Sala del commiato, il cui progetto è stato premiato addirittura a Londra quale architettura di pregio, la situazione rimane incerta. Dopo la risoluzione del contratto con l’impresa che si era aggiudicata i lavori, ed il ricorso presentato da alcuni concorrenti, l’avvio dei lavori sembra sempre più lontano. «Considerata la vertenza in corso - ha concluso pragmaticamente Maule al riguardo - l’unica cosa che possiamo fare è attendere».

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