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Raid dei ladri alla stazione di servizio

Danni per migliaia di euro a Trento sud

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Un disastro di fili elettrici tagliati, impianti danneggiati, sistemi d’allarme messi fuori uso. Tutto per un bottino che definire irrisorio è poco: una decina di euro o poco più. Molto più consistenti i danni subiti dalla stazione di servizio Eni di Diego Degasperi e Luca Tomasi, lungo la tangenziale nella zona sud del capoluogo, tra il ponte di Ravina e lo svincolo per il casello di Trento sud: si parla di un conto da almeno 4.000 euro.

Responsabili del devastante raid, un gruppo di malintenzionati entrato in azione poco dopo la mezzanotte di ieri. Almeno tre persone, forse quattro, quelle immortalate dalle telecamere prima che i fili venissero tranciati, interrompendo le registrazioni. Secondo i primi elementi raccolti dai carabinieri, intervenuti nella notte assieme ai titolari, dopo che l’allarme - che i furfanti nonostante tutto non sono riusciti a disattivare - è scattato, pare che i responsabili siano arrivati nell’area di servizio dall’argine lungo l’Adige che corre alle spalle della struttura e che è stato oggetto proprio negli scorsi mesi di lavori di messa in sicurezza: hanno praticato due fori nelle recinzioni puntando subito all’area dell’autolavaggio self service.

«Da come si muovevano, per quel che si è visto nelle immagini prima che l’impianto di videosorveglianza venisse messo ko - ha spiegato Degasperi - è quasi certo che abbiano agito dopo aver effettuato sopralluoghi. Sapevano dove andare, senza mostrare esitazioni».

Evitata con cura la palazzina in cui si trovano il bar la cassa ed il negozio di prodotti per la cura dell’auto, hanno puntato alla cassa automatica dell’autolavaggio e a quella degli aspiratori, subito a fianco. «Hanno aperto la colonnina con i contanti con una mola a disco e a quel punto è scattato l’allarme. Se ne sono andati con pochi spiccioli, forse nemmeno dieci euro: tutte le sere raccogliamo i soldi. Peccato che prima avessero già messo ko telecamere, lampioni e tagliato cavi a caso, danneggiando anche il lavaggio che con fatica abbiamo potuto rimettere in funzione solo nel pomeriggio». Per l’area di servizio è il terzo furto subito in poco più di un anno.

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