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Trentino Trasporti, scongiurato

il taglio dei compensi del cda

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I compensi della presidente e degli amministratori di Trentino Trasporti spa (Tt), che dall’1 agosto scorso ha operativamente incorporato Trentino Trasporti Esercizio spa (Tte), sono salvi.

C’erano due cda, uno fotocopia dell’altro, ora ce n’è uno solo. Ma il limite dei compensi resta quello di prima, fissato per i due organi amministrativi: 140 mila euro. C’era il rischio, in applicazione del «Decreto Madia», testo unico sulle società a partecipazione pubblica, che la Provincia ha fatto proprio con una norma del 2016 (legge 19 del dicembre 2016) e con una delibera (la 787) del maggio scorso, di vedersi dimezzati i compensi. Del resto, era nella ratio della norma: razionalizzare il sistema delle partecipate, fondere e accorpare società, ridurre i costi degli organi amministrativi. Non si tratta di importi stellari, ma la vicenda ha creato fibrillazione tra il vertice della società di trasporti ed il socio Provincia. Fino alla delibera assunta venerdì scorso in zona Cesarini, che ha permesso ieri all’assemblea dei soci di Tt (in cda sono rappresentati anche i comuni, soci di minoranza) di evitare il taglio degli emolumenti in applicazione della citata delibera di maggio, essendoci ora uno solo cda, in seguito alla fusione di Tte in Tt.

I limiti ai compensi.
La delibera di maggio ha stabilito dei limiti ai compensi per i cda delle società partecipate in base all’attivo patrimoniale: per il ruolo di presidente, 30 mila, 36 mila o 42 mila euro; per ogni consigliere 8 mila, 10 mila o 12 mila euro. A complicare le cose c’è il fatto che il «Decreto Madia», fatto proprio dalla Provincia, pone anche un limite alle deleghe, in alcune società utilizzate per aggirare il limite dei compensi. Ad esempio, nel cda di Itea (priva di direttore generale), fino alla scorsa primavera, ogni consigliere aveva una sua delega. Ora, la norma stabilisce che le deleghe di gestione possano essere date ad un solo amministratore e al presidente.

Il caso di Trentino Trasporti.
Con il «tetto» fissato di 140 mila euro, la presidente di Trentino Trasporti, Monica Baggia, aveva fino a fine luglio un emolumento annuo di 28.750,00 euro da Tt e di 30 mila da Tte, più 7 mila per la delega gestita; il vicepresidente di Tt, Davide Leonardi (ex amministratore di Aeroporto Caproni spa, incorporata nel 2017), 7.467,74 euro di compensi e 12.766,13 per deleghe; Marco Cattani, che è stato vice di Tte, aveva una delega per 24 mila euro, più 5 mila di emolumenti, altri 4.588,71 di compenso come consigliere e una delega in Tt per 1.233,87 euro. Non solo la norma impone una riduzione delle deleghe: una società unica, massimo due deleghe. Ma imponeva anche il limite ai compensi. Vuol dire che gli amministratori di Trentino Trasporti avrebbero dovuto accontentarsi di 64 mila euro, il limite fissato dalla Provincia, essendo venuti meno i 76 mila per il cda di Tte.
Compensi da triplicare.


Come uscirne? La Giunta provinciale ha ritenuto utile accogliere l’istanza di Baggia e colleghi: vero, c’è ora un solo cda, ma facciamo il lavoro di prima, gestiamo una spa che «viaggia» sui 100 milioni di fatturato e conta oltre 1.300 addetti. Tecnicamente, la Giunta (assente il presidente Ugo Rossi che è dirigente di Trentino Trasporti in aspettativa), venerdì ha «integrato» la delibera 787 di maggio, stabilendo che nelle società con un valore della produzione di oltre 50 milioni di euro (come Tt), «tale da giustificare per dimensioni un apporto differenziato di tipo specialistico di singoli amministratori non muniti di delega», il compenso «per uno o più di essi» può essere incrementato «sino al massimo di 3 (tre) volte il limite individuale», fermo restando, per Tt, il limite massimo di 140 mila. La delibera 787 ha fissato i limiti per i cda rinnovati. Nel caso di Trentino Trasporti, non c’è stato in reatà alcun rinnovo. Ma la Giunta ha ritenuto di modificarla facendovi rientrare anche le società incorporanti. E, ieri, il dirigente del Servizio trasporti pubblici, Roberto Andreatta, a nome del socio Provincia, ha illustrato all’assemblea di Tt la gradita novità, autorizzando il cda alla integrazione. La «triplicazione» dei compensi, ovviamente, non vale solo per Trentino Trasporti.

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