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Ricorso contro bocciatura

ma il Tar dà ragione alla scuola

Studente fermato con due insufficienze, per i giudici è legittimo

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Proprio in avvio di anno scolastico una sentenza del Tar che ha il sapore del monito per gli studenti «allergici» allo studio.

Con le insufficienze non si scherza, ne bastano due gravi per essere bocciati.

Lo ha imparato a sue spese uno studente non ammesso alla quarta liceo scientifico (corso di studi scienze applicate): la discontinuità nell’impegno scolastico unito a voti del tutto insufficienti in due materie di indirizzo (matematica e informatica) hanno portato alla bocciatura.
A nulla sono valse le proteste dei genitori che hanno tentato anche la strada del ricorso alla giustizia amministrativa, ma il Tar ha ritenuto legittima la non ammissione alla classe superiore decisa dal consiglio di classe il 12 giugno scorso.

Determinante per la bocciatura era stata la valutazione data dagli insegnanti secondo cui le gravi lacune erano «impossibili da colmare sia con lo studio personale durante i mesi estivi, sia con eventuali ulteriori interventi didattici promossi dalla scuola». Giudizio contestato dai genitori che nel ricorso al Tar sottolineavano come il figlio avesse già dimostrato di avere notevoli capacità di recupero: a novembre aveva già collezionato cinque insufficienze (informatica, fisica, matematica, scienze naturali e italiano), ridotte a due alla fine del primo quadrimestre. Secondo i genitori, il ragazzo avrebbe dovuto essere ammesso alla classe successiva con il debito in matematica e informatica che avrebbe potuto recuperare studiando in estate e frequentando i corsi di recupero organizzati dalla scuola a settembre. Per questa ragione nel ricorso al Tar si definiva come «illogica e contradditoria» la decisione di bocciare lo studente. La famiglia lamentava anche un deficit di informazione da parte della scuola che non avrebbe dato «esplicite comunicazioni in ordine al rischio di non ammissione alla classe successiva». Infine i ricorrenti puntavano il dito contro una presunta disparità di trattamento da parte del consiglio di classe poiché «nell’anno scolastico precedente aveva ammesso alla classe successiva diversi studenti con carenze nelle medesime materie di matematica ed informatica».
Il ricorso è stato però respinto e la bocciatura confermata.

Scrive il Tar: «Il consiglio sulla base della propria esperienza e sensibilità ha ritenuto che, nonostante il recupero nel corso dell’anno di molte insufficienze, il comportamento pregresso dello studente, connotato da incostanza e da un’applicazione limitata a determinati ambiti, non consentisse una prognosi favorevole quanto alla possibilità di rimediare nel breve periodo le gravi insufficienze residue nelle materie di indirizzo matematica ed informatica Una tale valutazione, che ha debitamente considerato aspetti della personalità dello studente attinenti alla necessaria regolarità e sistematicità dello studio, non risulta connotata da irragionevolezza». Anche il presunto deficit di informazione si è rivelato un argomento debole: la scuola non solo aveva mandato periodici avvisi sulla delicata situazione in cui si trovava lo studente, ma con l’avvento del registro elettronico le famiglie possono controllare in tempo reale la performance scolastica dei figli.

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