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Ok al contratto per i pubblici

Soldi per la produttività

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È stato approvato e scadrà già alla fine dell'anno il contratto collettivo di lavoro dei dipendenti pubblici. Vale infatti per il triennio 2016-18 anche se gli istituti verranno applicati in proroga fino al prossimo rinnovo, che si spera più vicino rispetto ai dieci anni che ci sono voluti per questa firma. 


Il nuovo «storico» contratto, che interessa in tutto circa 14.800 lavoratori dipendenti di Provincia, Comuni, Comunità di valle e delle Apsp, le ex Case di riposo oggi Aziende pubbliche di servizio alla persona, è stato siglato alla mezzanotte tra lunedì e martedì dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e dall'Apran, l'Agenzia per la contrattazione della Provincia. La firma confermativa arriverà la prossima settimana dopo il passaggio di valutazione nelle assemblee dei tre sindacati, programmate per mercoledì 19. Gli autonomi della Fenalt si riuniranno invece in assemblea il giorno prima per decidere invece se mettere sul contratto una firma che per il momento non c'è.
Il nuovo accordo distribuirà sui dipendenti pubblici risorse per un totale calcolato tra i 10 e gli 11 milioni di euro all'anno, soldi che si aggiungono a quelli previsti con la firma della parte retributiva avvenuta già lo scorso dicembre. Quell'accordo stralcio aveva portato a un aumento retributivo medio, dopo un decennio di blocchi a stipendi e turn over, del 5,2% tra «tabellare» e «fascia». Tutti avevano infatti goduto di un avanzamento di fascia tranne quelli della quarta e ultima. La nuova ipotesi di accordo istituisce però anche la quinta offrendo a tutti una nuova posizione retributiva. «La quinta fascia - spiegano i confederali - ha un valore medio di circa 1.000 euro annui e viene incontro anche alle esigenze di chi, a fronte di un allungamento di carriera dovuto all'innalzamento dell'età pensionabile, ha ora una nuova possibilità di riconoscimento professionale». 

Oltre alla quinta fascia generica il nuovo contratto interviene con premi per l'impegno e i meriti e con il riconoscimento di professionalità specifiche che vengono incentivate. Il fondo per la produttività e il miglioramento dei servizi viene incrementato di oltre 1 milione e mezzo e sono previste indennità per polizia locale, operatori socio-sanitari, ispettori ambientali e del lavoro, operatori dei centri per l'impiego, operatori del libro fondiario e catastali; in particolare gli agenti di polizia locale chiamati a preservare la sicurezza nei centri urbani, come ad esempio i 14 che verranno selezionati con il concorso da poco bandito dal Comune di Trento per pattugliare piazza Dante e dintorni, avranno un compenso accessorio. Un riconoscimento sarà dato anche agli operatori delle Apsp che si prendono cura degli anziani, compito sempre più gravoso, con l'istituzione di un'indennità di funzione Oss, di un compenso per i rientri e di un trattamento accessorio per il restante personale di assistenza.
Negli ultimi due anni di carriera si potrà accedere, se l'ente datore di lavoro sarà nelle condizioni di concederla, a una riduzione di orario senza diminuzione di contributi e dunque di pensione, un sistema che favorirà anche il ricambio generazionale. Novità anche per i congedi parentali con il recepimento delle novità nazionali, disposizioni economiche favorevoli e l'innalzamento a 12 anni di età del figlio per poterlo richiedere. Previsto infine un aumento del potere di acquisto delle fasce più deboli. 

La firma di questo contratto potrebbe dare una spinta alla retribuzione media dei dipendenti pubblici trentini che, secondo l'ultimo report della Corte dei Conti, con 32.284 euro lordi medi è la più bassa tra le Regioni autonome e la 14esima in classifica a livello nazionale, dove la media è di 32.980. Sossisfatto il presidente della Provincia, Ugo Rossi: «Questo contratto - commenta - dà una integrazione al potere di acquisto degli operatori della pubblica amministrazione, cui riconosciamo notevole impegno e dedizione per garantire l'efficienza della macchina pubblica. Una macchina che, lo ricordiamo, amministra in autonomia servizi pubblici di assoluta qualità».

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