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I piani del nuovo questore

«Più volanti sul territorio»

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Più volanti sul territorio, in un’ottica di prevenzione e repressione dei reati, ma anche per garantire una maggiore sicurezza percepita dai cittadini. Un obiettivo da perseguire facendo rete con istituzioni - «Incontrerò tutti i sindaci» - società civile, categorie economiche e cittadini, in un’ottica di «polizia partecipata» e con le porte della questura sempre aperte: «Deve essere un palazzo di cristallo».
Il nuovo questore di Trento, Giuseppe Garramone, che si è insediato il 1° settembre, traccia le «linee guida» che segneranno la rotta del suo incarico.

Calabrese di Rosarno, 62 anni, reduce da vari incarichi al Ministero dell’Interno, il nuovo questore sa che il tema della sicurezza è centrale nella vita dei cittadini e che, proprio la cosiddetta «microcriminalità» rappresenta l’insida peggiore. Al nuovo compito che lo attende Garramone guarda con «pragmatismo»: «Non amo fare proclami e preferisco parlare con i fatti».

REATI E SICUREZZA PERCEPITA

Uno degli obiettivi da perseguire, ha detto il questore, è quello di «voler garantire una maggiore sicurezza percepita dai cittadini». I reati sono in calo: un trend che trova conferma anche in Trentino, come avviene nel resto d’Italia. «Ma ho percepito che la sicurezza dei cittadini, nonostante la diminuzione dei reati, non sia ancora ritenuta sufficiente per poter vivere con tranquillità e serenità». Del resto, Garramone evidenzia che il calo dei reati non è il punto di arrivo, ma di partenza. «Finché i cittadini non avranno un senso di percezione di sicurezza maggiore di quello di oggi, vuol dire ci sarà ancora qualcosa da fare. Ed è su questo che si focalizzaerà la nostra azione». Con la consapevolezza che è proprio quella che viene definità «microcriminalità» a pesare. «Il furto, lo spaccio, lo scippo, minano maggiormente la sicurezza dei cittadini. Questo è uno degli aspetti principali su cui lavorare».

IL CONTROLLO DEL TERRITORIO

Come centrare l’obiettivo? «Con un aumento siginificativo del controllo del territorio, che sarà effettuato da parte della polizia di stato di Trento, ma anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria». Per fare prevenzione, oltre che repressione. Sul tavolo c’è il potenziamento del servizio delle volanti. «Perché un potenziamento del controllo del territorio evita il compimento di reati. Cercherò di ottenere dei rinforzi dal Ministero e faremo di tutto per aumentare la presenza degli equipaggi sul territorio».

SINERGIA CON ISTITUZIONI E CITTADINI

Ma il controllo del territorio non può essere delegato solo alla polizia. Il questore Garramone punta infatti su «polizia partecipata e sicurezza integrata», che coinvolgano istituzioni, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, economiche, la scuola, l’università e i singoli cittadini. «La questura deve essere aperta, un luogo di incontro con i cittadini - ha detto - Noi non dobbiamo fare solo attività di prevenzione e repressione, che certo è il compito primario, ma essenziale è l’ascolto dei cittadini». Che si tratti del singolo o di un comitato. E Garramone ha annunciato di volere incontrare anche tutti i sindaci: «Sono il questore di Trento, ma anche della provincia. A giorni inizierò ad incontrare i sindaci, non solo quelli dei comuni dove sono ubicati i commissariati. Perché le autorità locali hanno una percezione di sicurezza così importante, che ci consente anche di modulare la nostra azione».  

PROTOCOLLI OPERATIVI

Il questore ha garantito particolare attenzione per le categorie più deboli (anziani, ragazzi e donne), con la previsione di specifici protocolli. Nel caso degli anziani l’obiettivo è contrastare le truffe. «Poi voglio promuovere incontri nelle scuole o in questura per parlare di cyberbullismo e uso delle tecnologie. Mentre per le donne voglio incontrare le associazioni a tutela delle donne e capire quali azioni possiamo fare per evitare che accadano episodi di violenza».

ANARCHICI, ATTENZIONE ALTA

Sollecitato dai cronisti sulla presenza degli anarchici, particolarmente «attivi» sul territorio, il questore ha assicurato che «questi gruppi saranno monitorati e controllati. Con un’azione investigativa specifica, d’intesa con l’autorità giudiziaria, cercheremo di porre quantomeno un freno alla loro attività».

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