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Milleproroghe: a Trento stop a 7 opere

«Atto vergognoso contro la città»

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All'indomani del blocco della sospensione del finanziamento per lo sviluppo delle periferie, inserito nel decreto «milleproroghe», si moltiplicano le reazioni di disappunto - se non di vero e proprio sdegno - all'interno dell'amministrazione comunale di Trento e tra i capigruppo dei partiti di maggioranza. In tanti sono intervenuti per esprimere preoccupazione nei confronti del provvedimento del Governo sostenuto da Lega e Movimento 5stelle e per rilevare il danno per la città di Trento, soprattutto in considerazione dello stato avanzato delle procedure di avvio dei lavori per la realizzazione dell'ambizioso progetto «Santa Chiara open lab». E se il sindaco Alessandro Andreatta ha rilevato come l'amministrazione contasse sui 18 milioni di euro di finanziamenti statali, non solo per il completamento delle 7 opere in agenda, ma anche per i tanti interventi già deliberati a favore della zona, i portavoce di Pd e Patt hanno preso posizioni più nette, condannando apertamente l'operato governativo. Al contrario, gli esponenti dei gruppi di M5s e Lega Nord hanno chiesto a tutti di attendere di capire meglio le motivazioni alla base del provvedimento.
«A rischio - ha detto il primo cittadino - ora non c'è solo il comparto Santa Chiara, ma anche i diversi lavori già appaltati, oppure per cui è in corso la procedura di gara. Il danno alla città, di fatto, c'è: non poter contare su queste risorse almeno fino al 2020 ci mette in seria difficoltà; la mia speranza è che la situazione possa cambiare una volta che il decreto passa alla Camera, il prossimo settembre».
Sull'argomento, il segretario del Pd Giuliano Muzio ha diramato una nota esprimendo sconcerto per un atto definito «sbagliato nel merito», e che getta in «uno stato di confusione le amministrazioni di ogni colore politico». Il capogruppo Paolo Serra ha poi avanzato l'ipotesi che le risorse previste per l'investimento in infrastrutture (pari a 2,1miliardi di euro in tutta Italia) siano state bloccato per finanziare altri provvedimenti promessi dal Governo giallo-verde, quali il reddito di cittadinanza. «La vicenda - ci ha detto - ha del surreale e siamo già d'accordo per un'azione comune dei deputati del partito».
Di pari tenore, se non più duro, anche il commento del portavoce del Patt in aula Alberto Pattini , che parla di atto «vergognoso contro la città di Trento» e annuncia proteste nelle «sedi opportune».
All'opposto, invece, vi sono i rappresentanti cittadini dei partiti al Governo, che si dichiarano rammaricati per l'accaduto, come ci ha detto la portavoce del gruppo Lega Nord Bruna Giuliani, ma propendono per una lettura diversa dei fatti, puntando il dito sulla passata legislatura.
«Ci stiamo informando in queste ore - ha concluso il capogruppo del M5s Andrea Maschio - per capire esattamente come stiano le cose. A quanto pare, oltre a non esserci copertura economica per il bando promulgato dal vecchio Governo, ci sono anche criticità procedurali su cui si è espressa sia la Corte dei conti, sia la Corte costituzionale. Non è detto, ad ogni modo, che si debba rinunciare al finanziamento: stiamo a vedere».

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