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«Polizia locale, corpo unico»

La proposta di Daldoss

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Piazza Dante ha predisposto dei nuovi criteri per l’individuazione delle aree maggiormente interessate dal fenomeno di degrado urbano nelle quali è necessario intervenire. Per i prossimi tre anni, sono inoltre sul piatto 470mila euro a disposizione dei Comuni per l’assunzione di nuovi agenti. Ad usufruirne potrebbe essere in primis la città di Rovereto con 5-6 nuove figure anti degrado, dopo la pubblicazione del bando per l’assunzione di 14 agenti nel Comune di Trento.

«L’obiettivo è quello di testare questo potenziamento nei principali centri del Trentino, ma nella prossima legislatura il tema della riorganizzazione della polizia locale (anche dal punto di vista del numero dei componenti) andrà affrontato. Sarebbe utile istituire un corpo unico in tutta la provincia» sono le parole dell’assessore agli enti locali e alla sicurezza urbana Carlo Daldoss. Il corpo unico della polizia locale del Trentino comporterebbe un trasferimento degli agenti dall’organico delle singole municipalità a quello della Provincia. Si parla di 450 persone che operano sul territorio, dalle cosiddette «periferie» alla centralissima piazza Duomo del capoluogo. Con l’obiettivo di «un aumento dell’organico di circa 70 unità» per potenziare le località che maggiormente necessitano di questo servizio. Un servizio prezioso per il controllo del territorio e il contrasto alle situazioni di degrado urbano che interessano le città e le valli.

«Con questa riorganizzazione, di cui dovrà occuparsi il nuovo consiglio provinciale, le assunzioni saranno centralizzate con l’obiettivo di ottimizzare acquisti, formazione e capacità di coordinamento, distaccando poi gli agenti all’interno dei Comuni e lasciando ovviamente la titolarità e il governo del personale ai sindaci» spiega Daldoss, che esclude dunque che gli agenti di polizia locale provinciali possano ricevere gli indirizzi - ad esempio rispetto agli interventi - direttamente da Piazza Dante: «I primi cittadini devono rimanere le autorità locali di riferimento».

Una novità che implicherebbe uno sgravio per le amministrazioni del territorio in particolare per quanto riguarda gli acquisti: «La Provincia potrebbe assumere queste 450 persone, centralizzando gli acquisti di divise e attrezzature sulla piattaforma elettronica del Mepat con un conseguente risparmio economico e un non trascurabile contenimento dei tempi. Non vanno inoltre trascurati aspetti come formazione e messa a regime delle buone pratiche da svolgere sul territorio». Nelle intenzioni dell’assessore alla vigilanza, spetterà dunque alla Provincia l’assegnazione degli agenti ai singoli Comuni o alle gestioni associate: «Il Comune dovrà occuparsi solo degli aspetti gestionali, potendo comunque contare su una formazione garantita a livello centrale. Oggi si parla tanto di sicurezza, e va detto che gli agenti della municipale non vanno confusi con carabinieri e polizia. In alcuni contesti possono essere comunque chiamati a svolgere delle funzioni che necessitano di una particolare preparazione, che sarebbe garantita dall’unificazione del corpo trentino». La riorganizzazione dovrebbe comportare dunque un miglioramento qualitativo del servizio: «Una formula da studiare nei dettagli, anche rispetto alla presenza dei singoli corpi sul territorio, che comporterebbe in ogni caso un’interscambiabilità degli agenti. Il personale potrebbe dunque vivere esperienze professionali in contesti sia grandi sia piccoli. E la maggiore efficienza del servizio sarebbe garantita anche dalla figura dei sostituti che si sposterebbero all’interno delle 5-6 macro aree in cui sarà suddiviso il territorio provinciale».


 

Dall’abbandono dei rifiuti ai graffiti, passando per gli schiamazzi notturni, fino alla prostituzione. Sono alcuni degli indicatori di degrado urbano che «devono essere presi a riferimento dalle amministrazioni comunali per identificare le aree degradate» per le quali può essere chiesto il finanziamento provinciale. Si parla di 50mila euro sull’esercizio finanziario 2018, 200mila euro per il 2019 e 220mila euro per il 2020. La novità è inserita nella delibera che domani approderà sui banchi del Consiglio delle autonomie locali e che - salvo sorprese - sarà approvata nella seduta di giunta di venerdì.

La città che più di altre rispetta i requisiti inseriti nel documento proposto dall’assessorato agli enti locali guidato da Carlo Daldoss, è certamente Rovereto. I fondi saranno impiegati per l’assunzione di nuovi agenti di polizia locale. «Il tema del degrado urbano e, più in generale, della qualità della vita urbana, sta assumendo una dimensione sempre più centrale e prioritaria nel quadro degli sforzi della pubblica amministrazione per il contrasto alla criminalità e alla marginalizzazione delle zone urbane» si legge nella delibera, nella quale si specifica che «chi risiede nei comuni di maggiori dimensioni ha una maggiore percezione del degrado nella zona in cui vive, rispetto a chi abita nei centri più piccoli».

Sono dunque presi in esame gli indicatori definiti dalla letteratura criminologica per identificare le aree urbane ritenute degradate. Si parla di rifiuti sulle strade, graffiti, scarsa manutenzione delle stazioni ferroviarie, edifici pubblici o privati in cattivo stato di conservazione, edifici inutilizzati e animali randagi, oltre alla presenza di mendicanti e senzatetto, persone ubriache e al verificarsi di risse, schiamazzi e tumulti notturni, prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e guida pericolosa in contesto cittadino.

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