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Imis, bollettini arrivati in ritardo

Contribuenti ignari ora devono pagare

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Sono migliaia i contribuenti, in particolare del Comune di Trento ma non solo, che non hanno ricevuto a casa il bollettino precompilato con il dovuto per il pagamento dell’Imis. Scaduto il termine di lunedì per pagare, ora scatta la corsa a verificare con il Servizio tributi del proprio Comune se si è verificato un disguido e la lettera inviata non è arrivata a destinazione. Nel caso fosse così, spiegano dal Comune di Trento, c’è un mese di tempo dalla scadenza (il 18 giugno scorso appunto) per mettersi in regola con i pagamenti previsti.

«Stiamo ricevendo tante telefonate, molte dalla scorsa settimana - spiegano dal Servizio tributi del Comune di Trento - In particolare si tratta soprattutto di anziani che non avendo ricevuto la comunicazione come tutti gli anni si sono preoccupati e hanno chiesto se e quanto devono saldare». La mancata comunicazione riguarda in particolare quelle persone che hanno scelto la modalità cartacea per poter essere aggiornati. E si tratta soprattutto di anziani che non hanno l’indirizzo mail per comunicare con l’amministrazione comunale. Per loro come chiarisce il Comune di Trento che ha verificato il mancato arrivo delle comunicazioni di pagamento, la norma prevede che ci sia un periodo di tempo (un mese) per poter saldare il dovuto senza pagare sanzioni. E per spiegarlo ufficialmente anche a coloro che non abbiano ancora verificato la propria posizione, l’amministrazione trentina ha provveduto a pubblicare le informazioni anche sul proprio sito.

«Il Comune di Trento ha inviato» in maggio «le comunicazioni complete dei modelli precompilati utili ai versamenti Imis 2018 - si legge sul sito del Comune - Da una verifica effettuata su alcune zone del Trentino risulta che alcune buste non sono state recapitate. Per i cittadini che non hanno ancora ricevuto i modelli precompilati, si informa che per i 30 giorni successivi alla scadenza (fissata al 18 giugno) non vengono applicati sanzioni e interessi relativi al tardivo versamento. Si invitano pertanto i contribuenti interessati a rivolgersi al proprio Comune di riferimento».

Sono segnalati infatti non solo a Trento ma anche in altre zone del Trentino problemi di recapito. I responsabili delle aziende che sono state incaricate di consegnare i bollettini precompilati stanno faacendo una verifica delle ragioni per cui migliaia di lettere non sono arrivate a destinazione, contro le centinaia che, fisiologicamente, non arrivano nelle buste delle lettere di norma ogni anno. Si cerca di capire cosa non è andato per evitare che al saldo (a metà dicembre) si possa verificare la stessa cosa.

Anche perché si tratta della maggior parte degli enti locali che ha scelto di consentire acconto e saldo. Sono infatti oltre 100 i Comuni, tra cui i maggiori, che hanno previsto il versamento Imis in due momenti. Il primo è caduto, appunto, lo scorso 18 giugno (in quanto il 16 giugno, la data fissata in via ordinaria cadeva quest’anno di sabato) per tante amministrazioni, come Trento, Rovereto o Pergine. La seconda sarà il prossimo 17 dicembre (e non il 16 come accade normalmente, visto che la data cade di domenica).

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