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Blitz anarchico a Sociologia

Linea dura dell'Università

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L’Ateneo trentino sta valutando la possibilità di denunciare gli autori del blitz, l’ennesimo, alla facoltà di Sociologia messo a segno nel tardo pomeriggio di mercoledì.

«Posso dire che senza dubbio - ha spiegato il rettore Paolo Collini (che già mercoledì aveva effettuato un sopralluogo con il direttore vicario del Dipartimento di Sociologia Carlo Borzaga) - stiamo facendo tutte le valutazioni del caso relativamente alla possibilità di sporgere denuncia contro i responsabili».

Mercoledì, per alcune ore un manipolo composto da una ventina di antagonisti appartenenti al gruppo «Saperi banditi» era riuscito a riprendere possesso dell’aula 10 della facoltà di via Verdi.
Un’azione in risposta alla decisione dell’Ateneo, il 14 maggio scorso, di chiudere l’aula studenti - ribattezzata «aula Rostagno - vista la «ripetuta presenza di persone estranee agli studenti». Si trattava di uno spazio che l’Ateneo aveva concordato di lasciare agli studenti in auto gestione, dove loro potessero ritrovarsi per fare gruppo e promuovere iniziative. «Ma soprattutto nell’ultimo periodo - viene sottolineato dall’Ateneo - all’interno di questo spazio si infilatravano persone che non erano nostri studenti e che usavano l’aula come se fosse la sede di una loro associazione privata».

L’altro ieri, per occupare l’aula 10, i responsabili avevano letteralmente fatto sgomberare alcuni studenti che si trovavano all’interno al momento del loro arrivo. I responsabili avevano poi smontato le serrature della porta dell’aula, rendendo inservibili i blocchetti con del silicone e chiudendo poi la porta stessa, al momento di andarsene, con dei lucchetti in loro possesso.

Un episodio che, nella giornata di ieri, è stato seguito da un nuovo tentativo di riappropriarsi dell’aula, in mattinata, proprio mentre alcuni tecnici e personale dell’università stava provvedendo alla riparazione della porta e delle serrature danneggiate: due attivisti hanno tentato di rimanere all’interno dell’aula per potersi così riappropriare dello spazio ma sono stati costretti a lasciarla dopo l’intervento del personale dell’Ateneo.

Per questo nel pomeriggio gli attivisti hanno organizzato un incontro, sempre a Sociologia, ma nell’atrio, al quale ha preso parte una decina di persone.

«Li vediamo molto bellicosi ma quello che stanno facendo è grave - ha commentato ancora il rettore Paolo Collini - del resto in questi ultimi giorni avranno fatto almeno una trentina di ore di riunioni. Si vede che hanno a disposizione parecchio tempo libero», li ha voluti punzecchiare.

Per tutto il pomeriggio, con Collini impegnato negli appuntamenti del Festival dell’economia, in facoltà è rimasto il direttore vicario del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale Carlo Borzaga, che ha avuto parole di dura critica nei confronti degli attivisti protagonisti del tentativo di occupazione: «Le regole sono precise e valgono per tutti: gli spazi fisici per gruppi di sono sacrosanti ma senza preclusioni per il resto dell’utenza. Queste persone devono capire che nessuno può impadronirsi di un’aula e impedirne l’accesso agli altri. A maggior ragione nel caso di un’aula, come quella in questione, che è una delle due della facoiltà utilizzata per la didattica di gruppo».

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