Adunata, clima di tensione con lettere minatorie

Dopo il vile attacco dei vandali contro tre vetrine dell’Adunata store in via Santissima Trinità, rimane alta la tensione attorno all’evento: proprio nei giorni scorsi alla sede della sezione dell’Associazione nazionale alpini sono state trovate delle lettere minatorie, rivolte alle penne nere genericamente ed al presidente della sezione Pinamonti in particolare.


«Nulla a cui dare troppo peso - ha minimizzato lo stesso Pinamonti - sono cose che purtroppo di tanto in tanto accadono, a prescindere dall’Adunata. C’è sempre qualcuno che nella bussola della nostra sede di vicolo Benassuti, ci lascia delle lettere anonime nelle quali, diciamo, non viene espresso entusiasmo per la nostra attività. Puntualmente segnaliamo la cosa a chi di dovere, ma si tratta di comportamenti che lasciano il tempo che trovano».
In questo caso, tuttavia, non p escluso che la lettera offensiva sia collegata agli imbrattamenti ed ai danneggiamenti di questi giorni.


Sul fronte dei vandalismi, ieri il governatore Ugo Rossi ha voluto testimoniare di persona la propria solidarietà a Marica Montanari, che gestisce il negozio dedicato ai gadget per gli alpini. Il presidente della Provincia ha visutato la commerciante in tarda mattinata, consegnandole un mazzo di fiori «che - ha commentato con un sorriso - ovviamente vien dalla montagna», in risposta simbolica al deprecabile atto vandalico avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì. La stessa titolare ha evidenziato l’immediata solidarietà ricevuta da parte di tutti i trentini che sono passati nel negozio all’indomani dell’accaduto.


Poi, in occasione della posa della prima pietra del Museo storico degli alpini, Rossi ha rincarato: «In questo luogo c’è la storia degli alpini, ma anche delle nostre genti, delle nostre valli e della nostra Repubblica. E vorrei lanciare un messaggio, proprio da qui, a coloro che in questi giorni, approfittando della risonanza mediatica dell’Adunata, hanno usato in maniera sconsiderata, ovvero proprio senza memoria e senza rispetto, il diritto di critica, offendendo gli alpini con scritte deliranti». In questo caso il riferimento del governatore era agli anarchici che giovedì hanno occupato la facoltà di Sociologia in via Verdi. All’esterno dell’università erano stati appesi striscioni con scritte ingiuriose contro le penne nere, subito rimosse.


Intanto, Sociologia ieri ha chiuso i battenti e dunque non sarà accessibile fino alla prossima settimana, quando l’Adunata sarà ormai conclusa. L’occupazione della Facoltà universitaria dovrebbe essere dunque terminata, anche se non si esclude la possibilità che i promotori dell’iniziativa possano ripetersi non tanto occupando altri luoghi pubblici, quanto puntando a manifestare anche dopodomani, in occasione della sfilata delle penne nere. Certo colpire un obiettivo amato come gli alpini non è un buon mezzo per trasmettere le proprie idee ma già in altre occasioni gli anarchici hanno dimostrato di non curarsi minimamente della validità delle loro tecniche comunicative, puntando solo a danneggiare il bene pubblico e causare disturbo.
L’allerta delle forze dell’ordine è massima, così come quello del Son, il servizio d’ordine nazionale dell’Associazione nazionale alpini che ogni anno vigila sul corretto svolgimento della sfilata.

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