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Sait, in forse le 20 riassunzioni

Sindacati: «Siamo allibiti»

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Continua la battaglia delle forze sindacali in favore degli 80 lavoratori licenziati da Sait lo scorso gennaio. Un braccio di ferro che sembrava essersi parzialmente risolto in data 28 marzo, quando le parti coinvolte (dunque sindacati, Sait e cooperative) avevano ufficializzato la riassunzione a tempo indeterminato di 20 ex dipendenti.

Tuttavia, un’ulteriore svolta inattesa è arrivata pochi giorni fa. Si perché, sostiene il segretario della Filcams Cgil Roland Caramelle, sebbene sia stato messo nero su bianco il fatto che il mondo della cooperazione possa garantire l’assunzione dei 20 lavoratori sopra citati secondo le modalità di contratto stabilite, il presidente di Sait Renato Dalpalù ha commentato il re-inserimento del personale come una possibilità «solo se il mercato lo consentirà».

Un’affermazione che ha effettivamente gettato ulteriore benzina su un fuoco già particolarmente acceso, con lo stesso Caramelle che non ha escluso interventi sindacali duri nel caso in cui l’accordo non dovesse essere rispettato. «La speranza è quella che Dalpalù si sia sbagliato nell’affermare una cosa del genere - ha sottolineato il segretario, nel corso dell’assemblea con gli ex dipendenti Sait tenutasi ieri. - Siamo rimasti allibiti dalle sue dichiarazioni. Non conta nulla «l’andamento del mercato»,

il fatto che venti persone debbano essere ricollocate entro la fine della disoccupazione è un dato di fatto dal quale non si può scappare. L’illustrazione del bilancio di Sait, avvenuta qualche giorno fa, ha sottolineato che effettivamente vi sono dati positivi, figli però di un licenziamento di massa dei lavoratori passati da 600 agli attuali 480.

Uno scarico di costi fissi al quale si va ad aggiungere un’esternalizzazione del lavoro dato in mano alle cooperative, che costano meno dei dipendenti e ne prendono il posto. Qualora l’accordo non venisse rispettato sarebbe una violazione davvero grave e occorrerà rispondere a tono, anche perché dopo questi 20 noi combatteremo perché tutti trovino la loro collocazione».

La speranza che filtra dai rappresentanti sindacali è tuttavia quella che Dalpalù non faccia un passo indietro. Anche se sui conti positivi di Sait lo stesso Caramelle ha manifestato delle perplessità:«Penso che sia presto per gioire di questi dati, considerando che derivano da un forte taglio del personale, sui fornitori e su altri aspetti. Soprattutto osservando la situazione che vivono 80 lavoratori, al momento senza occupazione e molti con famiglie a carico».

Come detto infatti, la situazione dei lavoratori in questo momento non è per nulla serena. L’invio di numerosi curriculum, come la speranza di una nuova assunzione, non ha dato fino a questo momento i risultati sperati, in particolar modo per chi si trova in una fascia d’età più alta. «Non ci resta altro da fare che aspettare, il nostro futuro è incerto - ha spiegato Adriano Paissan (57 anni), sposato con un figlio. - È chiaro che si preferisca assumere giovani, ma speriamo che anche dall’eventuale nuovo Governo possano arrivare svolte positive».

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