Salta al contenuto principale

Mercatino di Natale in crisi?

Quest'anno vendite in calo

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 4 secondi

A pochi giorni dalla chiusura dei Mercatini di Natale di Trento, la ventiseiesima edizione dall'introduzione della manifestazione a tema, tra gli espositori serpeggia un certo malumore per l'andamento delle visite di quest'anno, mentre sul versante delle vendite i pareri emersi sono discordanti, sebbene nessuno dei commercianti da noi intervistati si sia detto propriamente soddisfatto. A pesare, è soprattutto il confronto con l'anno passato e quelli precedenti, quando la città ha accolto migliaia di persone arrivate da tutto il territorio nazionale e da molti Paesi dell'Europa settentrionale e orientale. Tuttavia, oltre ad un presunto calo generale del turismo e ad una diminuzione generalizzata degli acquisti, che comunque ha interessato le bancarelle a macchia di leopardo, gli esercenti sentiti hanno evidenziato anche alcune criticità di carattere logistico ed organizzativo, delle carenza nella promozione della consolidata iniziativa natalizia ed una complessiva difficoltà nell'integrazione di piazza Cesare Battisti all'interno della manifestazione.

A rilevare meno problemi, sono stati soprattutto i responsabili delle casette di prodotti alimentari o di gastronomia tipica che, pur parlando di diversi giorni di scarsa clientela e visite diradate nei giorni infrasettimanali, hanno comunque espresso un giudizio complessivamente favorevole per l'andamento dell'edizione iniziata negli ultimi giorni dello scorso novembre.
«Rispetto all'anno scorso - ci ha raccontato la giovane Alba Marchiori, dell'omonima salumeria di Fondo, collocata in una delle casette di piazza Fiera - la manifestazione è partita lentamente: all'inizio i clienti scarseggiavano, mentre la prima ondata di persone è arrivata, come dalle attese, nel fine settimana dell'Immacolata, a inizio dicembre. Il nostro prodotto, ad ogni modo, è ricercato sia dai villeggianti, sia dai trentini, e, in generale, le vendite sono andate per ora abbastanza bene».

Allo stesso modo, anche Sibilla Mastrangelo, originaria di Lasino, al Mercatino per il nono anno consecutivo, ha sottolineato come le scorse settimane siano state fruttuose per il settore gastronomico. «Dipende molto - ha però tenuto a precisare - dal prodotto venduto e dalle caratteristiche della casetta. In ogni caso, è difficile tirare un bilancio complessivo della stagione senza considerare la settimana di Capodanno e dell'Epifania, dato che si tratta dei giorni di maggiore presenza turistica incittà».

Completamente differente, invece, il riscontro dei commercianti di oggettistica e artigianato locale, i quali, spesso chiedendoci di rimanere anonimi, hanno tratteggiato un quadro a tinte fosche, riferendo di vendite scarse, furti in orario notturno, assenza di un punto informativo stabile, difficoltà nell'utilizzo dei servizi igienici a disposizione dei commercianti, oltre ad un'affluenza turistica decisamente al di sotto delle aspettative.
«Credo di poter dire - ci ha confidato Laura Marchetti, di "Castelli di carta" - che questo è stato uno degli anni con minore presenza turistica degli ultimi dodici. Anche le presenze dall'estero sembrano diminuite in modo consistente. In generale si è lavorato bene a inizio dicembre e a ridosso del Natale, ma non abbiamo visto la ressa degli scorsi anni, quando tra le casette era addirittura difficile passare. Forse ha giocato a nostro sfavore la grande diffusione dei mercatini in tutte le città d'Italia».

Se in piazza Fiera il sentore di un calo nella presenza turistica è diffuso, in piazza Cesare Battisti la percezione è sembra particolarmente accentuata da un comune senso di marginalità rispetto al nucleo principale dei mercatini. «La disposizione delle casette in questa piazza - ha chiosato Caterina de Giovanelli, della casetta "En fin che ghè legn" - non rispetta una vera logica: non vi è un circuito di visita e le persone tralasciano proprio alcuni espositori. Inoltre, considerando il numero di stand, in molti chiedono dove si trova la manifestazione principale, ipotizzando che i mercatini veri e propri siano altrove».

Tanti commercianti, poi, hanno preferito non essere intervistati, ammettendo uno scoramento per l'andamento dell'iniziativa e affermando l'intenzione di protestare con gli organizzatori nell'incontro tra gli espositori previsto per il prossimo 12 gennaio.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?