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Trentino, la violenza sulle donne

Si registrano 2 casi ogni giorno

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«La violenza di genere non è solo un tema privato, ma una piaga sociale che va affrontata in modo collettivo. Bisogna gettare luce su un fenomeno troppo spesso sottovalutato». Parole dell'assessore provinciale alle pari opportunità Sara Ferrari.

«Anche quest'anno i numeri ci dicono che la violenza è causata nella maggior parte dei casi da un uomo che proviene dall'ambito familiare. È evidente che dobbiamo lavorare per cambiare la società in cui viviamo, con iniziative di educazione e di responsabilizzazione che devono partire dalle giovani generazioni».

E i dati esposti da Cristiano Vezzoni, professore dell'Università degli Studi di Milano, e raccolti dall'«Osservatorio provinciale sulla violenza di genere», parlano chiaro. Nel 2016 in Trentino sono state raccolte 532 denunce e 232 procedimenti di ammonimento, per un totale di 764 eventi associati a violenza di genere.

Rispetto all'anno precedente si registra un calo delle denunce, 654 nel 2015, a fronte di un aumento dei provvedimenti di ammonimento, che erano 149. Se si contano i 764 episodi che hanno avuto luogo nel 2016, si evince che ogni giorno in Trentino si verificano 2 eventi di violenza di genere.

Raggruppando poi i reati per tipologia di violenza, la violenza fisica e domestica è quella più frequente, seguita dalla violenza psicologica e dallo stalking. Il tutto caratterizzato da una forte connotazione domestico-familiare, in cui nel 75% dei casi il presunto autore è un uomo, partner o ex-partner, seguiti per un 9% da altri familiari.

«Questi dati costituiscono una massa critica utile ad analizzare la situazione e a trovare le giuste modalità per contrastare la violenza - ha spiegato il professor Vezzoni - va ricordato tuttavia che stiamo parlando della punta dell'iceberg: solo il 5-10% delle violenze emerge e arriva ad una denuncia. La restante fetta costituisce un parte «sommersa» che dobbiamo cercare di far emergere sempre più».

Nel corso degli ultimi sei anni sono aumentati anche gli strumenti e gli interventi per il contrasto alla violenza di genere. «Le donne devono sapere che possono accedere ai servizi antiviolenza anche senza denunciare» ha spiegato Laura Castegnaro, direttrice dell'ufficio innovazione e valutazione delle politiche sociali della Provincia.

«Abbiamo ormai avviato un modello innovativo di intervento multidisciplinare di presa in carico delle vittime - ha commentato l'assessore alla salute Luca Zeni - che va dal numero di riferimento 112 anche per le donne che subiscono violenza, alle procedure facilitate al pronto soccorso e a progetti di inserimento lavorativo a favore delle vittime. La lotta contro la violenza sulle donne deve essere una priorità dell'azione politica e sociale».

Perché uscire dalla violenza si può e la celebrazione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne deve ricordarlo a tutti noi.

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