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Dolomiti Energia: malcontento

tra le ragazze, due dirigenti lasciano

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Più che un chiacchiericcio sommesso, le dimissioni di due uomini del management di Dolomiti Energia spa stanno diventando un rumore che, mano a mano che passano le ore crea disagio e imbarazzo al vertice della società. Perché l'intento, comprensibilmente, era quello di lavare i panni sporchi in casa. Cos'è successo? Semplicemente che il malumore, il malcontento, il disagio tra gli addetti e le addette (le donne sono la stragrande maggioranza del settore in questione) - è cresciuto al punto tale che si è arrivati alla conclusione di cui sopra: due dimissioni, in sequenza, a otto giorni di distanza una dall'altra. Le prime sono state comunicate via mail a tutti i dipendenti in organico della società commerciale (ex Trenta spa) del Gruppo Dolomiti Energia dalla responsabile risorse umane, Giovanna Nadalini.

Poche righe, il 9 novembre scorso, apparse sui pc dei dipendenti, per comunicare che «con la presente desidero informare tuti voi che il signor Matteo Filippi ha reassegnato le dimissioni» e che «a breve sarà nostra cura comunicarvi il nuovo assetto della funzione Customer Care. Nel frattempo» ha comunicato la dirigente, il dott. D'Amico diventa il riferimento del servizio «di cui responsabile diretto era il signor Filippi». La mail, partita nel tardo pomeriggio, prima della chisura degli uffici, era stata anticipata da una comunicazione in un incontro in sala Oss Mazzurana della sede della spa. Otto giorni dopo, venerdì scorso, la responsabile risorse umane, «a nome dei vertici del Gruppo», ha comunicato, sempre via mail, «che il dott. Andrea D'Amico, gia Responsabile della funzione Direzione Mercato di Dolomiti Energia spa, ha deciso di concludere la sua esperienza con noi per motivi personali legati alla volontà di avvicinarsi a casa» (D'Amico risiede fuori provincia, ndr). «Al momento» ha spiegato Nadalini ai dipendenti «la posizione sarà ricoperta ad interim dall'Amministratore delegato dott. Marco Merler». Seguono ringraziamenti ed auguri a D'Amico. Il luglio, l'azienda aveva avviato un sondaggio anonimo tra le addette del settore Customer Care (un'ottantina di dipendenti, di cui una settantina donne, in maggioranza giovani) guidato da Filippi. Un sondaggio finalizzato a misurare lo stress da lavoro correlato, anche attraverso domande puntuali relativa ai quotidiani rapporti con i superiori, al numero dei richiami, alla modalità di relazioni. Perché il clima aziendale e il benessere dei lavoratori non è un elemento di secondo piano per chi poi deve interfacciarsi con utenti, per attivare bollette di luce e gas, rinnovare contratti, dare consigli o quant'altro. 

I vertici dell'azienda, per ora, preferiscono non rispondere nel merito della questione e direttamente. Fanno sapere, però, che rispetto a quanto accaduto e emerso finora, l'unica cosa che viene confermata è che ci sono state le due dimissioni. Ma, spiega l'azienda, i due addii sono slegati l'uno dall'altro e hanno alla loro base delle ragioni personali e non altre motivazioni.
In particolare, una delle due dimissioni viene motivata da Dolomiti Energia dalla volontà di uno dei due dirigenti di avvicinarsi a casa. Sull'altra si parla più genericamente di scelte di vita.
Sulla questione del malessere che sarebbe emerso dai questionari sottoposti al personale, e in particolare di parte di quello femminile, l'azienda fa notare che tra le assunzioni ci sono state anche quelle di uomini e che non risultano problemi come quelli che sarebbero stati segnalati da alcuni dipendenti.

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