Salta al contenuto principale

Stuprata da uno sconosciuto

Val di Fassa, denuncia shock

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 12 secondi

Sotto shock, paralizzata dalla paura, incapace di urlare. È drammatico il racconto fatto da una giovane donna ai carabinieri: stava andando a gettare l'immondizia quando ha avvertito una presenza alle sue spalle, un uomo che - come ha specificato - l'avrebbe spinta quasi in fondo ad un vicolo e poi stuprata. Terrorizzata non avrebbe avuto neppure la forza di voltarsi e vedere in faccia quell'individuo.

Con le poche forze che le erano rimaste è tornata a casa e ha telefonato al compagno, che ha dato l'allarme.

Serrate le indagini dei carabinieri della compagnia di Cavalese, che hanno sentito la donna e acquisito il referto del pronto soccorso: l'ipotesi di reato è di violenza sessuale.

La donna, una trentenne che vive con il compagno in val di Fassa, è stata soccorsa lunedì pomeriggio ed accompagnata in ambulanza in ospedale per una visita. Attorno alle 13 è uscita dalla sua abitazione, in un centro abitato, per gettare l'immondizia: ci vogliono pochi passi per raggiungere l'isola ecologica che si trova proprio sotto casa, nelle vicinanze di un vicolo chiuso. Ed è proprio in quella stretta stradina che la vittima ha avvertito dietro di sé la presenza di un uomo. È stata colta di sorpresa.

Come ella stessa ha spiegato agli investigatori, è rimasta immobile, quasi fosse incapace di voltarsi. Avrebbe sentito qualcosa di metallico alla gola, forse un oggetto contundente, di cui non è rimasto segno. Lo sconosciuto, che le premeva sulla schiena, aveva qualcosa di «freddo» addosso, forse un giubbino con una cerniera. Si è trattato di sensazioni, molto nitide e chiare: ha raccontato che, paralizzata dal terrore, non è riuscita a voltarsi o a divincolarsi neppure quando è stata spinta verso la fine del vicolo cieco, e poi abusata. La violenza si sarebbe consumata in pochi minuti, che per la vittima sono sembrati non finire mai.

Lo sconosciuto si sarebbe poi allontanato, senza proferire parola: né una minaccia, né un verso, solo silenzio. Quando si è ripresa dallo shock, si è ritrovata sola, nel vicolo. È rientrata a casa e ha chiamato il compagno, che l'ha raggiunta dando l'allarme al «112»: la centrale unica dell'emergenza ha mandato sul posto i carabinieri e l'ambulanza.

La donna è stata sottoposta ad una visita specialistica al pronto soccorso. È stato applicato il protocollo antistupro, come previsto nei casi di violenza sessuale. La vittima, grazie al supporto dei familiari e del personale sanitario, è riuscita a tranquillizzarsi.
Le indagini dei carabinieri sono a «360 gradi»: si cercano testimoni, vengono sentite le persone che abitano nelle vicinanze del luogo in cui la donna ha denunciato lo stupro. Ogni elemento, anche il più banale, può essere d'aiuto: per questo motivo si chiede la collaborazione dei cittadini, di chiunque abbia notato qualche persona o qualche mezzo «sospetto» aggirarsi lunedì in valle.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?