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Trento, incendio doloso all'Università

Molotov contro la facoltà di Scienze

Danni ai laboratori del polo di Povo

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Un incendio di origine dolosa si è verificato la scorsa notte nei laboratori della facoltà di scienze dell’Università di Trento, in via Sommarive a Povo. Nel rogo sono stati danneggiate alcune apparecchiature. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo.

Accertamenti sono stati avviati dalle forze dell’ordine per individuare i responsabili. Pare che per far divampare le fiamme sia stata usata una Molotov.

«Cryptolab ricerca per la guerra», questa la scritta con vernice nera lasciata dagli attentatori sul muro esterno del laboratorio. Pare si tratti di un riferimento a progetti internazionali nell'ambito della sicurezza e della produzione di armi.

LA REAZIONE DEL GOVERNATORE ROSSI

Sull’episodio interviene il governatore del Trentino Ugo Rossi. «Vandalismi e attacchi come questi - dice - sono sempre da condannare, ma questa volta lo sdegno è ancora più forte perchè colpisce intimamente le legittime speranze di una comunità di poter dare un seppur piccolo contributo per migliorare il mondo attraverso la ricerca. Noi vogliamo dire fin da adesso a studenti e docenti che siamo e continueremo ad essere dalla parte di chi costruisce e non demolisce il futuro».

LA REAZIONE DEI VERTICI DELL'UNIVERSITÀ

Dura condanna da parte dell’Università di Trento per il rogo, di chiara origine dolosa, che è stato appiccato nelle prime ore di questa mattina all’edificio di via Sommarive 14 a Povo (detto Povo zero), che ospita il Dipartimento di Fisica e quello di Matematica. Il rettore Paolo Collini, oggi fuori sede, ha accolto con amarezza la notizia e ferma è la sua condanna: «Chi ha compiuto questo gesto non conosce altro linguaggio che la violenza e la sopraffazione. Condanniamo chi vuole imporre in questo modo il proprio punto di vista. Il linguaggio che invece parlano la scienza e l’università è quello del dialogo, del confronto tra i diversi punti di vista. Trae la sua forza nella ricerca della verità, nei fatti e soprattutto nella ragione. Solo così, attraverso lo scambio di idee, è possibile un vero progresso».

«Ci siamo messi subito al lavoro per ripristinare la situazione», ha aggiunto il rettore. «Adesso il nostro obiettivo è quello di far riprendere le attività ordinarie. Un ringraziamento va ai tecnici dell’ateneo che già di primo mattino si sono messi subito al lavoro per una valutazione dei danni e che nei prossimi giorni si impegneranno per far tornare tutto alla normalità e per riaccogliere la comunità studentesca e quella accademica nei locali».

Chi ha compiuto questo gesto non conosce altro linguaggio che la violenza e la sopraffazione. Condanniamo chi vuole imporre in questo modo il proprio punto di vista

E un pensiero anche ai ricercatori e alle ricercatrici del Laboratorio di Crittografia, che lavorano per sviluppare sistemi di difesa dei dati e delle informazioni: «Tutta la mia solidarietà va a loro, che sono impegnati in attività di ricerca estremamente importanti per migliorare la vita di tutti noi nel campo della sicurezza. Mi auguro che possano superare presto questo incidente e riprendere serenamente le proprie attività di ricerca».

INTERVENTI SULL'EDIFICIO

Dopo i primi sopralluoghi è emersa la necessità di chiudere l’edificio al pubblico per procedere ad una pulizia e sanificazione generale dei locali dalla fuliggine che ha invaso tutti i piani. Questo infatti sembra essere il danno maggiore, anche perché non si esclude di dover intervenire anche nella sostituzione dei soffitti in cartongesso. Pertanto l’edificio rimarrà chiuso almeno fino a tutta la giornata di lunedì. Solo allora sarà possibile avere un quadro più preciso della situazione sui locali che potranno essere via via riaperti al pubblico. L’attività didattica che ha luogo nel vicino Polo scientifico e tecnologico Ferrari avrà invece luogo normalmente.

 

 

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