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Trento, rapina all'alba

con lo spray urticante

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Giovane, di corporatura esile, ma non per questo meno «pericolosa»: è la ladra-rapinatrice armata di spray al peperoncino, sorpresa all'alba all'interno di un negozio di specialità alimentari. È riuscita a scappare, ma sulle sue tracce - grazie alla testimonianza dell'uomo che è stato colpito agli occhi con la sostanza urticante - ci sono gli investigatori.

«Per fortuna c'ero io, perché se fosse stata mia moglie al mio posto si sarebbe presa un bello spavento» racconta Leonardo Sciuto, che aiuta la moglie nella gestione del negozio di frutta, verdura e specialità pugliesi L'Antica Giara in via Perini. «È successo giovedì mattina. Come sempre alle 5 e mezzo del mattino sono andato in negozio per preparare i prodotti freschi per i clienti - spiega - Mi sono accorto che il lucchetto che chiude la grossa catena sulla porta d'ingresso era tranciato. Però era al suo posto, come se fosse stato tagliato per dispetto e nulla più. Quando ho fatto per entrare, mi sono accorto che la porta non era chiusa ma solo accostata. Al buio mi sono avvicinato al quadro elettrico per accendere la luce: tutto era a posto. È stato nell'avvicinarmi alla cassa che mi sono accorto che dietro al bancone c'era una persona nascosta. Lì per lì ho pensato fosse un ragazzo e l'ho preso per la giacca. Invece era una giovane di circa vent'anni, esile».

La ladruncola ha tentato di «intenerire» l'uomo, continuando tuttavia a divincolarsi. «L'ho bloccata alla cassa e ho telefonato ai carabinieri mentre lei mi pregava di non chiamare nessuno, perché stava rubando per fame. In realtà non ha toccato nulla dei prodotti che abbiamo in negozio - evidenzia - continuava a ripetere di essere entrata perché ha trovato la porta aperta. Probabilmente era vero: immagino che non sia stata lei a tranciare quel grosso lucchetto, perché non aveva con sè attrezzi da scasso. Forse c'era anche un complice che, quando la ragazza si è infilata nel negozio, si è premurato di chiudere la porta e di rimettere a posto la catena e il lucchetto tranciato, come se volesse nascondere il furto in atto».

Sciuto non si è commosso alle preghiere della ladruncola. «L'ho bloccata, ma ha tentato più volte di scappare. C'è anche riuscita ma dopo pochi passi l'ho acciuffata, prima che uscisse dal negozio. A quel punto si è girata verso di me con lo spray al peperoncino. Mi ha colpito agli occhi. I carabinieri sono arrivati subito dopo, ma la giovane aveva già fatto perdere le proprie tracce. Mi sono sciacquato il viso con l'acqua, poi sono andato al pronto soccorso». 

La giovane avrebbe potuto cavarsela con l'accusa di tentato furto, ma per l'utilizzo dello spray urticante rischia ora una denuncia ancor più pesante, ossia la rapina. Il bottino è scarso. «Ha preso le monete che teniamo come fondocassa, circa 50 euro - spiega il commerciante - Mi sono accorto che è sparito anche un pesante vaso in cui mettiamo i centesimi. Credo l'avesse nascosto nella sua tracolla». 

Nella zona, la stessa notte e quella precedente, si erano verificati due tentativi di scasso all'edicola di via Giusti. Il primo era accaduto nella notte fra martedì e mercoledì, quando i ladri, dopo aver divelto un pannello, avevano dovuto arrendersi davanti ad un termosifone che sbarrava loro l'accesso; il secondo fra mercoledì e giovedì quando i malintenzionati avevano tirato un tombino contro la vetrata, non riuscendo neppure in quell'occasione a mettere le mani sulla cassa. Non si esclude che gli episodi di via Giusti e la rapina di via Perini possano avere qualche collegamento.

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