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Trento, nella stazione futura

negozi e soffitto azzurro

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Negozi al posto delle sale d’aspetto, il rinnovo dello spazio per il deposito dei bagagli, nuova illuminazione, una nuova pavimentazione e un riordino anche estetico della cartellonistica pubblicitaria e degli spazi interni. Il futuro della stazione ferroviaria di Trento, che nasce dal lavoro del Dipartimento dei lavori pubblici, la Soprintendenza e Centostazioni spa, inizia a prendere corpo. La creatura di Angiolo Mazzoni, esempio di architettura razionale nato dopo aver raso al suolo l’ex stazione asburgica, verrà rimessa a nuovo con 4 milioni di euro. 
 
Dopo l’inaugurazione nel 1936 e il bombardamento del ‘43 che l’aveva di fatto distrutta, la stazione è stata ricostruita sulla base dei progetti dello stesso Mazzoni.  Dopo alcuni anni di confronto, Centostazioni ha ottenuto l’ok all’ipotesi generale di intervento sull’edificio. Si attende ora la presentazione del progetto vero e proprio che vedrà sicuramente la previsione di negozi all’interno delle attuali sale d’aspetto inserite nel corpo principale della stazione.
 
Sul fronte degli auspici della Soprintendenza c’è la richiesta di cercare di rispettare il più possibile le funzioni originali degli spazi della stazione. Così, ad esempio, l’atrio rimarrà destinato ai passeggeri in attesa e non dovrebbe essere oggetto di sfruttamento commerciale con nuovi negozi. Inoltre, sul fronte dei colori, si chiede a Centostazioni di recuperare, togliendo i vari strati di pittura dal soffitto, il colore originario che era l’azzurro sabaudo a mosaico (quello che caratterizza anche la maglia della nazionale di calcio) e che sposato alla pietra ocra proveniente dal Trentino, dava ai passeggeri che arrivavano nella stazione l’immediata percezione dei colori gialloblu tipici del gonfalone della città di Trento.
 
Altra modifica rispetto a oggi potrebbe essere relativa allo spazio oggi occupato dal parcheggio nell’area alla destra della stazione. In passato qui c’era un plateatico al servizio del ristorante interno e questa funzione potrebbe ritornare. Così come potrebbe tornare la vetrina dei vini trentini per la zona del teatro che dà sui binari oggi occupata dai modellisti.

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