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In Trentino posta a singhiozzo dal 2017

Verrà consegnata in 5 giorni ogni 2 settimane

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Dal 2017 in Trentino la posta verrà consegnata cinque giorni ogni due settimane: al lunedì, mercoledì, venerdì della prima ed al martedì e giovedì della successiva.

All’alba di ieri a Roma, Poste Italiane ha infatti firmato con i sindacati l’accordo sulla riorganizzazione del servizio del recapito della corrispondenza. Confermando le voci che erano già circolate da qualche giorno riguardo al «nuovo corso» - varato in vista della quotazione in borsa della società - che interesserà una revisione del settore meno remunerativo, più critico, per Poste. Peccato, però, si tratti anche di quello che una volta era l’unica cosa che le poste dovevano fare. E che alla maggior parte dei cittadini interesserebbe ancora, eccome, venisse fatto per bene: consegnare lettere, bollette, documenti e giornali e farlo possibilmente puntualmente bene.

In un comunicato Poste Italiane ha spiegato che sarà così, anzi: «L’intesa punta al miglioramento dello standard di qualità». Ed in effetti la nota spiega come nelle «aree metropolitane con elevata densità postale e forte pressione competitiva (dato che in tanti, ormai, scelgono altri vettori per consegnare posta, ndr)» sia prevista «la creazione di una rete dedicata al recapito al destinatario». Insomma, posta tutti i giorni, pure al pomeriggio e al sabato.
Peccato che poi si legga come per tutte le altre zone, la musica cambi: «Nei capoluoghi di provincia e nelle aree extraurbane non regolate (ovvero non gestite in base alle disposizioni con cui l’AgCom ha dato il via libera alla consegna a giorni alterni: quelle riguardano i 5.300 comuni italiani «regolati» e dunque che vedranno, a prescindere, il postino cinque giorni ogni due settimane, ndr) il servizio sarà svolto a giorni alterni, con la creazione di una articolazione addizionale che assicurerà prevalentemente il recapito quotidiano dei prodotti con livello di servizio j+1».

Traduciamo? Posta consegnata a giorni alterni se non per i prodotti per cui il mittente pagherà per ottenere un recapito entro il giorno lavorativo successivo a quello della spedizione.

Insomma, Poste punta a impegnarsi al meglio dove le conviene («aree con elevata densità postale e forte pressione competitiva») e a mollare la presa dove può guadagnare meno e deve spendere di più, come ad esempio in zone montane e poco densamente popolate. La società lo dice pure chiaramente: «Il piano di sviluppo stabilisce la diversificazione dei modelli di recapito in funzione delle specifiche esigenze di business, delle caratteristiche orografiche del territorio e della densità dei flussi logistici».

La consegna postale a giorni alterni partirà dal primo ottobre in alcuni comuni di Friuli, Veneto e Lombardia, poi dal 2017 sarà realtà un po’ ovunque, Trentino compreso. Ed allora il postino davvero, suonerà sempre due volte: ogni quattro giorni.


«Diciamo che in un certo senso possiamo ritenerci fortunati: almeno non siamo stati coinvolti nella sperimentazione della consegna a giorni alterni che partirà in Veneto, Friuli e Lombardia dal primo ottobre e potremo quantomeno capire come evolverà la cosa».
A spiegarlo è Daniela Tessari, della Cgil, che ieri è stata impegnata a Roma proprio per la chiusura dell’accordo tra Poste e le organizzazioni sindacali sulla riorganizzazione del servizio di recapito della corrispondenza.
Ancora tutto come è sempre stato fino ad ora, dunque, in Trentino, ma dal 2017 la riorganizzazione sbarcherà anche in provincia. Al di là dei capoluoghi e delle aree extraurbane principali in cui comunque sarà attivo un servizio di consegna quotidiano (il cosiddetto «j+1», a pagamento), resta da capire quali dei 5.300 comuni italiani, in Trentino, saranno invece destinati ad essere serviti unicamente a giorni alterni: «Si tratta di un elenco che, per quel che riguarda il Trentino, non è stato ancora stilato. Staremo a vedere».

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