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Stava, fare memoria perché non si ripeta

Tutte le iniziative per il 30° anniversario

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La tragedia di Stava: soccorritori al lavoro

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Il trentesimo anniversario della catastrofe del 19 luglio 1985 in val di Stava - con le sue molte iniziative -  sarà occasione per fare memoria ma soprattutto per diffondere conoscenza e fare formazione scientifica con lo scopo di contribuire a far in modo che non si ripetano disastri analoghi e che non siano morti invano i 268 uomini, donne e bambini che sono stati uccisi il 19 luglio 1985 in val di Stava.

Stava 1985-2015: il sentiero della memoria

Gli organizzatori hanno voluto porre l’accento sul fatto che, dopo il disastro di Stava, uno fra i più gravi disastri industriali e ambientali al mondo dovuti al crollo di discariche di miniera, si contano purtroppo altri 55 incidenti rilevanti in discariche di miniera nel mondo, di cui 9 in Europa, fra questi anche l’incidente catastrofico dei «fanghi rossi» avvenuto il 4 ottobre 2010 in Ungheria.

Lo scorso anno sono avvenuti ben 4 gli incidenti rilevanti in discariche di miniera. Il più grave per danno ambientale è quello verificatosi il 4 agosto nel bacino di decantazione degli sterili annesso alla miniera di oro e rame Mount Polley nella British Columbia in Canada: la colata di fango era composta da 7,3 milioni di metri cubi di sterili, 10,6 milioni di metri cubi di acqua e 6,5 milioni di metri cubi di acqua interstiziale e si è fermata nei sottostanti laghi Polley e Quesnel.

Le celebrazioni saranno improntate quindi a quel «dovere fondamentale delle istituzioni pubbliche di operare, con l’attivo coinvolgimento della comunità scientifica e dei soggetti privati, affinché i processi di trasformazione territoriale, di urbanizzazione e di sviluppo delle attività economiche siano realizzati con la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica e al rispetto dell’ambiente e delle sue insostituibili risorse» che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare nel messaggio formulato lo scorso anno in occasione del 29° anniversario della catastrofe.

La diffusione della conoscenza è curata dalla Fondazione Stava 1985 Onlus con l’esposizione del percorso didattico sul disastro della val di Stava presso il Consiglio della Regione Autonoma Trentino Alto Adige, il Parlamento Europea a Strasburgo e la Camera dei Deputati del Parlamento Italiano e con numerosi altri momenti divulgazione su genesi, cause e responsabilità del disastro.

Ecco la fondazione Stava 1985

La formazione scientifica sarà curata dall’Associazione Geotecnica Italiana, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento e dalla stessa Fondazione Stava 1985 Onlus con un ciclo di eventi di alta formazione di tre giorni su «La sicurezza dei riempimenti di terra: bacini di decantazione, colmate e discariche» che si terrà a Stava.
Il ciclo di eventi di alta formazione - che riconoscerà i crediti formativi a ingegneri, geologi, architetti e agronomi - si rivolge ai professionisti, agli amministratori e ai tecnici delle autorità di controllo e vedrà convenuti a Stava relatori di fama internazionale.

I riti religiosi si articoleranno, come ogni anno da trent’anni ormai, nella Via Crucis lungo la val di Stava nella serata di sabato 18 luglio e, domenica 19 luglio 2015, nella santa Messa di suffragio cui seguirà la processione lungo le vie di Tesero e la preghiera sul cimitero delle Vittime. La settimana dell’anniversario si concluderà con la cerimonia civile e un grande concerto all’aperto là dove sorgevano le discariche di miniera crollate il 19 luglio 1985.

Le celebrazioni per il 30° anniversario sono organizzate dalla Regione Autonoma Trentino Alto Adige, dalla Provincia Autonoma di Trento, dal Comune di Tesero e dalla Fondazione Stava 1985 Onlus, premio internazionale Alexander Langer 2010, assieme all’Associazione 19 luglio val di Stava già Associazione Sinistrati val di Stava.

 

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