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Polemica dopo l'allarme della Pat

«Vaccini, libertà di scegliere»

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Più informazione, più rispetto per chi la pensa diversamente ma soprattutto un confronto serio e non «di parte» per dimostrare chi ha effettivamente ragione sul tema dei vaccini.

Dopo la presentazione della campagna per incentivare le vaccinazioni contro le malattie infettive fatta dalla Provincia e dall’Azienda sanitaria, l’associazione «Vaccinare informati» contesta le affermazioni dell’assessore alla salute Donata Borgonovo Re e del direttore dell’Azienda Luciano Flor.

La presidente dell’associazione, Patrizia Filippi, ritiene infatti che la comunicazione sia pilotata e non corretta. «Noi - spiega - non siamo a priori contro i vaccini ma pretendiamo che ci sia effettiva libertà di scelta come garantisce la costituzione italiana».
Non solo. «Chiediamo un tipo di informazione corretta e completa». Cosa che - sostiene - non sempre viene fatta. «In Italia esiste da anni una legge che dichiara che dai vaccini non ci sono esclusivamente benefici ma anche possibili danni che portano in alcuni soggetti a malattie di tanti tipi. Questo, però, non viene mai detto dalle autorità». «Anzi - continua Filippi - l’altro giorno il direttore dell’Azienda sanitaria Flor ha nominato il caso di una bambina che ha avuto problemi di salute per non aver fatto un vaccino, ma non parla mai di esempi opposto. Eppure ce ne sono tanti di bambini che hanno subito gravi danni permanenti a seguito delle vaccinazioni».

Secondo la tesi di Filippi tutta la campagna dell’Azienda è stata messa in piedi per «correggere» il dato che vede il Trentino, dopo l’Alto Adige, come territorio con le più basse percentuali di vaccinati di tutta Italia. «Questo - afferma - perché i genitori, dopo essersi informati, fanno la scelta di non vaccinare i bambini per tutelare la loro salute. Noi siamo per la libertà di scelta e vogliamo un confronto serio tra la salute dei vaccinati e quella dei non vaccinati rispetto a malattie gravi come asma, tumori, problemi neurologici».

Insomma quello che per l’Azienda sanitaria è un dato da migliorare, per l’associazione è un vanto locale da preservare. Concezioni diametralmente opposte.
«All’azienda da anni chiediamo un confronto che invece ci viene negato. Siamo stufi di essere definiti egoisti e fanatici. Anzi, c’è una campagna contro di noi. Parlano tanto di diritti, ma le persone che vogliono fare certe scelte poi vengono penalizzate in mille modi».

Se Azienda e Provincia motivano la spinta alla vaccinazione come sistema per tutelare i bambini, tenere sotto controllo le malattie infettive e creare risparmi per il futuro, per l’associazione «Vaccinare informati» la spiegazione è un’altra: «C’è la spinta dalle grandi case farmaceutiche sull’azienda sanitaria, a cui il singolo medico non può opporsi».

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