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Delrio, assist alla giunta Rossi

«Valdastico non è una priorità»

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La concessione dell'Autobrennero è stata ieri naturalmente l'altro tema «chiave» su cui gli amministratori trentini hanno chiesto lumi al ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, che è per altro anch'egli in attesa di una risposta dall'Unione europea alla proposta di proroga presentata dal Governo.

Ora, il ministro ha voluto riproporre anche la strada alternativa della concessione alla società in house (ovvero partecipate interamente o quasi da enti pubblici) che era stata perlustrata qualche anno fa, però senza risultato, dall'allora governatore Lorenzo Dellai.

«Le gare - ha detto ieri il ministro interpellato sulla questione dai giornalisti - sono la regola e non l'eccezione. E per altro A22 aveva fatto la gara che come sapete era stata sospesa da una sentenza del Consiglio di Stato. Ora stiamo valutando con l'Unione europea tutte le casistiche che sono contemplate dallo Sblocca Italia per capire come superare questa difficoltà che l'Europa ci pone e come "normalizzare" il sistema concessionario nazionale. Dobbiamo tornare - insiste Delrio - a un sistema in cui le gare sono la regola e non l'eccezione, ovviamente l'Unione europea ha emanato delle direttive in cui guarda con particolare attenzione alle società in house , ovvero partecipate in gran parte da enti locali o enti pubblici, quindi è un confronto complicato da fare e stiamo facendolo».

Il governatore Ugo Rossi ha poi commentato: «Per noi tutte le strade sono aperte. Società in house non vuol dire che necessariamente A22 debba essere interamente pubblica». Insomma, pare che l'Europa non richieda che gli enti locali si comprino le quote dei privati - eventualità irrealistica vista la carenza di risorse pubbliche - per ottenere la concessione senza gara.


Sull'annosa questione dell'autostrada Valdastico nord, invece, il ministro Delrio non ha speso molte parole ma quelle poche sono state molto diverse da quelle del suo predecessore Maurizio Lupi, strenuo sostenitore dell'A31.

«Con il presidente - ha detto Delrio - c'è un confronto costante. Vedremo. Le opere nella legge obiettivo saranno sempre meno come numero. Le grandi opere sono i grandi corridoi, i grandi porti, i grandi aeroporti: le grandi infrastrutture strategiche del Paese. Non si può fare di ogni piccolo intervento un modo per eludere le procedure normali di affidamento delle gare d'appalto».

Insomma, la Valdastico, per quanto Delrio non abbia voluto sbilanciarsi troppo, non rientra comunque oggi nelle opere ritenute prioritarie dal governo Renzi. Nell'incontro, veloce, avuto ieri tra Rossi, il vicepresidente Olivi e l'assessore ai lavori pubblici, Mauro Gilmozzi, come conferma quest'ultimo: «L'argomento Valdastico non è stato neppure toccato».

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