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Appalti per 1,2 miliardi: più 44% in 6 mesi

L'Azienda sanitaria fa la parte del leone

I costruttori: valorizzare le imprese trentine

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Lievita a 1,2 miliardi di euro il valore degli appalti pubblici in corso di assegnazione in Trentino. Un importo che nel giro di appena sei mesi è cresciuto di quasi il 44%: a inizio luglio le gare avviate dagli enti locali e dalle società partecipate si fermava infatti a 836 milioni. L'accelerata è avvenuta di fatto nei mesi che hanno segnato il passaggio da un'amministrazione provinciale all'altra. Anche se - va detto - gli appalti non riguardano la sola Piazza Dante, ma tutti gli enti locali del territorio (dai Comuni alle Comunità di Valle, senza dimenticare le Asuc) ed appare fisiologico lo sblocco dei fondi verso la fine dell'anno.
I dati sono pubblicati sul sito dell'Agenzia provinciale per gli appalti e contratti, dove la voce più ricca riguarda l'affidamento della concessione dei servizi delle Terme di Levico che comprendono anche lo stabilimento di Vetriolo. La conclusione della gara - bandita recentemente - è prevista per la fine di ottobre del nuovo anno: la base d'asta è di 125milioni 341mila euro. Un'iniziativa che «pesa» quanto oltre un terzo del totale degli appalti promossi negli ultimi sei mesi.
Tra i bandi pubblicati si trovano prestazioni tra loro molto diverse, che spaziano dal mantenimento dei software ai servizi di pulizia, dalla gestione delle aree sportive al restauro di dipinti murali. Gli importi spaziano dalle decine di migliaia di euro a quelli a sei zeri (il limite degli affidamenti diretti, secondo la normativa nazionale, è fissata sui 40mila euro, ma in Trentino è consentito raggiungere anche i 46mila euro). 
Tra le 15 gare d'appalto più ricche promosse dagli enti pubblici e dalle partecipate, quasi una su quattro riguarda l'Azienda sanitaria guidata dal direttore Paolo Bordon: ammonta a 119 milioni di euro la base d'asta per la fornitura di farmaci per un totale di 1.127 lotti; è prevista una spesa di oltre 47 milioni di euro per la gestione delle apparecchiature elettromedicali (è in corso la stipula del contratto con la ditta Tecnologie sanitarie spa), mentre è prevista la fornitura di defibrillatori e pacemaker per 19 milioni di euro; infine, costerà 35,5 milioni di euro la polizza assicurativa dedicata alla responsabilità civile verso terzi e all risks. 
Tra gli appalti più onerosi figurano anche i servizi di pulizia a ridotto impatto ambientale presso la Regione (95 milioni di euro), la manutenzione dei software dei computer delle pubbliche amministrazioni (39,6 milioni), la vigilanza degli immobili di proprietà degli enti locali (28,4 milioni) e la fornitura di energia elettrica (19 milioni). Intanto, è in corso la stipula del contratto tra il Servizio opere stradali e ferroviarie e le Ati (Associazioni temporanee di imprese) che si sono aggiudicate la realizzazione del collegamento viario tra Passo San Giovanni e la località Cretaccio con una galleria (75,8 milioni) e la circonvallazione di Cles (43 milioni). Particolarmente consistente è anche l'importo destinato alla gestione delle discariche provinciali (28,5 milioni) e la bonifica di una porzione non impermeabilizzata della Maza (20,6 milioni) mentre per conto della Patrimonio del Trentino è stata bandita una gara da 28 milioni per i lavori di ampliamento del polo congressuale di Riva del Garda.

IL PRESIDENTE DELL'ANCE MISCONEL

«Negli ultimi tempi sono uscite parecchie gare d'appalto e devo dire che in questo momento tutte le ditte trentine stanno lavorando». È soddisfatto il presidente dell'Ance (Associazione trentina dell'edilizia) Giulio Misconel, che dà merito alla nuova amministrazione provinciale guidata da Maurizio Fugatti di prestare una particolare attenzione al confezionamento dei bandi per premiare le aziende del territorio. «Molti degli appalti erano stati avviati dalla precedente giunta provinciale, ma negli ultimi mesi sono usciti effettivamente parecchi lavori per le imprese trentine, alcuni dei quali importanti» evidenzia Misconel.
Il numero uno dell'Ance evidenzia comunque la necessità di rivedere i metodi di aggiudicazione degli appalti: «In questo momento, gli unici territori italiani che offrono opportunità di lavoro alle imprese sono Alto Adige e Trentino - afferma - per questo è importante che si faccia in modo che, nei limiti della legalità, i lavori vengano assegnati alle ditte del territorio». Critiche non vengono risparmiate alla Patrimonio del Trentino per via del confezionamento di alcune gare: «Potevano essere apportati dei correttivi, ma ad esempio sul Polo fieristico di Riva (14,7 milioni di euro) le nostre imprese sono state messe in difficoltà e così constatiamo la presenza di una sola impresa trentina in gara. Eppure è da sciocchi lasciare le nostre imprese a bocca asciutta, alla luce del fatto che anche la normativa europea consente di promuovere la territorialità». Numerosi sono i bandi usciti negli ultimi mesi: «È normale che questo accada verso la fine dell'anno, ma allo stesso tempo va detto che sono stati sbloccati dei fondi. Alcune opere erano state congelate dalla giunta provinciale per far fronte agli oltre 250 milioni di euro di danni causati dal maltempo, ma le opere stanno ripartendo».

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