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Spread in rialzo a 310 punti

Ecco perché preoccuparsi

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Avvio in rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedeschi che alle prime battute segna 310 punti rispetto ai 304 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,54%.

Avvio in forte calo per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha iniziato le contrattazioni in ribasso dell'1,07% a 18.762 punti.


LA SCHEDA

In questi ultimi due giorni lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e l'equivalente Bund tedesco, ha scalato vette che non si vedevano da cinque anni a questa parte, toccando quota 340 punti base, mentre il tasso sul titolo del Tesoro sfiora il 3,8%. Alla luce di questo scenario occorre capire quali siano gli effetti su famiglie e imprese e quindi su mutui, credito al consumo, risparmi ma anche le conseguenze per l'economia nazionale nel suo complesso. Ecco di seguito una scheda sui diversi punti. 

Mutui. Il rialzo dello spread non avrà effetti sui mutui a tasso fisso già in essere, mentre qualche ripercussione si potrebbe avere su quelli variabili se continuerà a correre. I mutui a tasso variabile sono legati all'Euribor il cui andamento però non dipende dal mercato obbligazionario ma dalla politica monetaria della Banca Centrale Europea. Il tasso Euribor al momento è fermo in territorio negativo e quindi la rata non dovrebbe risentirne. La salita dello spread avrà invece conseguenze sui nuovi mutui. L'aumento del differenziale, infatti, complica in primis la vita delle banche, con riflessi sugli indicatori patrimoniali a causa delle perdite sui titoli di Stato in portafoglio. Inoltre se aumenta il loro costo per finanziarsi sui mercati, aumenteranno anche le spese accessorie e le commissioni che le banche chiederanno alle famiglie per erogare appunto nuovi mutui. Per cui con il salire dello spread le banche per far fronte a costi di raccolta più alti potranno aumentare l'altro «spread» (maggiorazione) che applicano in aggiunta all'Euribor o all'Eurirs rispettivamente per i mutui a tasso variabile o fisso. Nuovi mutui a tassi più alti potrebbero diventare un freno per il mercato immobiliare, com'è già avvenuto negli anni della grande crisi finanziaria. 

Prestiti. Se le banche sono costrette a pagare tassi più elevati, gireranno questi costi sui nuovi prestiti ai clienti. Quindi l'aumento dello spread rende più oneroso il credito al consumo per le famiglie, per cui rate più alte per comprare ad esempio un'auto o una moto. Le principali banche italiane hanno già aumentato di 50-75 punti base il costo dei finanziamenti a medio termine. E naturalmente i prestiti bancari saranno più alti anche per le imprese italiane, con un impatto negativo sui loro bilanci e con ripercussioni sui titoli di quelle aziende quotate in Borsa. Uno spread troppo alto per un periodo prolungato di tempo può mettere in ginocchio le aziende della Penisola. 

Finanziamenti imprese. L'impennata dello spread può sfociare poi in un vero e proprio «credit crunch», colpendo in maniera diretta i volumi dei prestiti. Le banche subendo perdite sui titoli di Stato in pancia potrebbero decidere di stringere il rubinetto del credito a famiglie ed imprese oppure introdurre criteri più rigidi prima di concedere prestiti, facendo lievitare ulteriormente i costi di finanziamento. 

Portafoglio di Bot e Btp. Il rialzo dello spread ha effetti quasi immediati su Bot e Btp. I titoli in portafoglio valgono meno e quindi se si decidesse di venderli prima della loro naturale scadenze, a causa di una ondata di panico, le perdite potrebbero essere notevoli. Non subiranno perdite invece i cosiddetti «cassettisti», ossia quegli investitori tradizionali che mantengono i titoli fino alla scadenza.

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