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Marangoni, primi incontri per il rilancio

La rinascita passa per le gomme da rally

Sindacati: «Non verrebbe reimpiegato nessun ex dipendente»

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Inizia a prendere forma il piano strategico Marangoni. La proprietà - nel recente incontro con i sindacati - aveva parlato della volontà di aprirsi a nuove partnership per saturare lo stabilimento di via del Garda. Detta così, poteva significare qualsiasi cosa. Si era parlato anche di un hub della gomma. Soprattutto, il presidente Vittorio Marangoni aveva accennato al primo - nei progetti dell’azienda, primo di tanti - contatto che si stava concretizzando, con un’azienda straniera che produce radiali per auto da rally. Cosa ciò significhi, i sindacati l’hanno capito ieri mattina, quando in Confindustria si è tenuto un primo confronto tra l’azienda roveretana, quella straniera e i rappresentanti dei lavoratori. Un incontro da cui i sindacati sono usciti con delle speranze, ma anche qualche perplessità: l’obiettivo è far lavorare nella linea gomme nuove una società terza, in cui il colosso roveretano della gomma non avrebbe nemmeno una partecipazione.
La società straniera - sul nome c’è segretezza, si parla di un prestigioso marchio europeo - sarebbe intenzionata, cioè, ad usare la linea produttiva per gomme nuove installata ma mai usata nello stabilimento Marangoni. E per concretizzare questo progetto avrebbe creato una NewCo italiana allo scopo. Marangoni garantirebbe il «service»: si immagina a fronte di un corrispettivo, offrirebbe locali e tecnologia.

Ma non il personale: quello si troverebbe altrove, perché la società ha bisogno di personale altamente specializzato. Si parla di gomme per le competizioni internazionali, di alta gamma. Produrle a Rovereto permetterebbe, oltre che usare una linea automatizzata e molto moderna, di realizzare sinergie utili con la Marangoni Meccanica, per fresature particolari, o stampi complessi, o con il laboratorio ricerca e sviluppo. Dal canto suo, Marangoni vedrebbe aumentare le commesse di mescole: Marangoni ha possibilità di aumentare la produzione. Anzi, ne ha necessità: la sala mescole ha tuttora una capacità inespressa del 30-40%.

Fin qui il progetto. Che per altro ha tempi lunghi: impossibile immaginare di chiudere l’intesa entro fine anno, per motivi tecnici (garantendo le gomme per le gare l’azienda deve entrare in produzione entro febbraio) si va entro fine 2019.
Ma qualche nodo da sciogliere c’è. Perché è vero che la prospettiva di 12 assunzioni in più, in un’azienda ad alto valore aggiunto che di sicuro non teme la concorrenza cinese, alletta tutti. Ma è vero pure che lo stabilimento Marangoni, in forza del leaseback, non è di proprietà del gruppo. E la linea produttiva che si vorrebbe mettere a disposizione di terzi è stata realizzata anche con i contributi provinciali. Ecco perché serve conoscere la posizione di Trentino Sviluppo con la quale, ha detto la proprietà, da tempo c’è un dialogo. Ora in quel confronto saranno inseriti anche i sindacati: sarà chiesto a via Zeni un incontro, non è chiaro se prima o (più probabilmente) dopo le elezioni.

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