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Lo spritz di Cappelletti

è di gran moda a Hong Kong

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Le mille vite dell’amaro. Oggi spopola la «mixology», l’arte di realizzare cocktail con tecniche sempre più raffinate e prodotti sempre più naturali e non industriali.

I barman del terzo millennio sono i nuovi alchimisti. Anche nei gesti: non più i movimenti sincopati anni Ottanta ma gesti lenti, azioni meditate, misurazioni, infusioni, miscelazioni raffinate. E così i liquori, gli amari e i distillati, che mai avevano abbandonato la dispensa o la vetrinetta di ogni casa italiana, oggi spopolano sui mercati internazionali.

L’azienda trentina Antica Erboristeria Dott. Cappelletti, nota soprattutto per l’Elisir Novasalus e il Brulé Bacchus, con più di un secolo di storia sulle spalle, vive una seconda giovinezza sui mercati mondiali grazie al Cappelletti Aperitivo. «In Italia è anche noto come “specialino” – commenta Maddalena Cappelletti, insieme al fratello Luigi quarta generazione alla guida dell’azienda – e lo esportiamo con successo negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Hong Kong e in alcuni paesi europei come Spagna e Olanda». Il prodotto non è nuovo: nacque negli anni cinquanta come bitter, ma in questo decennio è rinato grazie alla moda dello spritz, dell’aperitivo, dei cocktail personalizzati pre e post-cena.

«Nel mondo è diffuso come Cappelletti spritz, basato su vino bianco aromatizzato con erbe di montagna e un colorante naturale rossastro, la cocciniglia, di origine animale. Le proporzioni: un terzo di aperitivo, due terzi di prosecco. E soda. Ma si può fare anche con gin, vermouth, succhi» spiega Maddalena, 37 anni e due figli, che si occupa di clienti, mercati, marketing e comunicazione. Il fratello Luigi, 42 anni, segue la produzione e gestisce il patrimonio.

Lo stabilimento dal 2001 è ad Aldeno, mentre nel 1969 l’azienda si trasferì a Ravina, dalla storica sede di piazza Fiera, dove oggi resta il negozio bottiglieria ma anche erboristeria, punto vendita di cosmetici, prodotti omeopatici e sanitari. Ma la storia dei Cappelletti erboristi e produttori di amari e distillati parte da Ciago di Vezzano, dove nel 1880 nacque il fondatore, il dottor Giuseppe Cappelletti, erborista e speziale, ancora ricordato nella ragione sociale, nelle insegne e sulle etichette. Nel 1909 aprì a Trento, in via Oss Mazzurana, un negozio di coloniali, che dopo la prima guerra mondiale fu trasferito in piazza Fiera. Non avendo avuto figli, passò l’attività a Ferrante, figlio del fratello Graziano. Poi subentrò Gianpaolo, figlio di Ferrante, e scomparso nel 2001, padre degli attuali titolari Luigi e Maddalena.

Aperitivi mondiali ma radici ben piantate sulle montagne trentine, che spesso campeggiano sulle etichette dei prodotti. L’Elisir Novasalus, trenta erbe nella preparazione, tra le quali aloe, genziana, tarassaco, toccasana per lo stomaco, l’intestino, il fegato, il pancreas, cistifellea e colon, rimane il best seller.  Le erbe vengono mescolate in essenza: infuse in alcol per almeno un mese, poi filtrate goccia a goccia. In azienda si conservano ancora i vecchi filtri in stoffa e un torchio manuale. Ci sono le grappe, le grappe aromatizzate, punch e bombardino (prodotti invernali, ma il bombardino si sta diffondendo anche in versione fredda estiva). L’amaretto del Concilio, a base di mandorle, riprende una ricetta del 1500. Il «Rutaben» vede le sue virtù digestive racchiuse nei 45 gradi alcolici.

Tra gli ultimi nati, l’amaro Pasubio: vino di montagna, pino mugo e retrogusto di frutti di bosco.
I dipendenti della Cappelletti sono 8, tre dei quali impegnati nella produzione, altri tre in amministrazione più i rappresentanti commerciali. La produzione arriva a 250.000 bottiglie totali in un anno. «I nostri clienti sono la grande distribuzione, il settore hotel, ristoranti e bar, ma anche i privati. Tanti turisti del Sud Italia, qui in vacanza, assaggiano i nostri prodotti e fanno ordini on-line. Il nostro prodotto, associato al Trentino, è per molti sinonimo di ambiente naturale ben conservato» conclude Maddalena Cappelletti.

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