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Business dell'acqua minerale

con canoni pubblici bassi

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In Trentino la Provincia incassa dalle tre società che hanno il diritto di utilizzare le fonti di acqua minerale per imbottigliare circa 100 milioni di bottiglie annue circa 19.200 euro annui. Molti di più, invece, nell'ordine di almeno 70.000 euro, i soldi che entrano nelle casse dei Comuni su cui si trovano la fonte dell'acqua minerale utilizzata da una delle tre società che in Trentino imbottigliano l'acqua minerale e la vendono.

Solo il Comune di Peio incassa circa 66.000 euro l'anno da Idropeio, la società dell'acqua Peio appunto. Cifre nell'ordine di qualche migliaio di euro arrivano anche nelle casse degli altri quattro Comuni interessati dalle tre concessioni assegnate dalla Provincia, ovvero Carisolo, Pinzolo, Giustino e Levico.
Una situazione diversa rispetto al vicino Alto Adige dove sulla materia lavora la Corte dei conti, visto che le entrate per gli enti pubblici si fermano a quelle provinciali. La legge trentina che fissa le regole in materia distingue per le imprese due tipi di versamenti da effettuare uno alla Provincia e uno ai Comuni interessati dalla concessione di acqua minerale.

Il canone si compone, infatti, di una quota determinata sulla base della superficie corrispondente all'area in concessione, spettante alla Provincia, e di una quota determinata in misura proporzionale alla quantità d'acqua imbottigliata dal concessionario, spettante al comune sul cui territorio ricade la concessione. In caso di concessioni insistenti su territori di comuni diversi, i comuni medesimi stipulano appositi accordi per la definizione delle modalità di ripartizione delle quote di canone relativo alla quantità d'acqua imbottigliata.

La quota del canone proporzionale alla superficie è pari al diritto proporzionale annuo relativo alle concessioni minerarie corrispondente a euro 33,92 per ettaro, con un minimo frazionabile pari a euro 529,93. La quota del canone proporzionale all'imbottigliamento è pari a euro 1,20 per ogni 1.000 litri di acqua imbottigliata, comprese anche le eventuali bibite confezionate con l'acqua stessa.

Tale importo è ridotto a 0,90 euro in caso di imbottigliamento in vetro. Il Comune ha comunque l'autonomia di definire in proprio quanto le società gli devono. A dare le cifre per il 2015 è il Comune di Peio che, spiega il sindaco Angelo Dalpez, «ha messo a bilancio una cifra di 66.900 euro circa per il 2015». Il conteggio finale «viene fatto in base alla produzioni che loro ci comunicano». Sul fronte della Provincia, ecco i dati degli introiti: per i 494 ettari complessivi delle concessioni assegnate nel 2015 sono stati incassati 19.242 euro. Da Idropeio srl (Peio) 1.284,83 euro, da Surgiva dei fratelli Lunelli 9.552,66 euro, da Levico Acque srl 8.406,34 euro. In totale le tre realtà imbottigliano annualmente circa 100 milioni di bottiglie.

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