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Malika Ayane oggi a Villa Welsperg

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Il nome di Malika Ayane è legato in questi giorni al tormentone del talent show di X Factor. La cantante di origine maghrebina è una dei quattro giudici, insieme a Mara Maionchi, Sfera Ebbasta e Samuel frontman dei Subsonica, della nuova edizione del programma di Sky condotto da Alessandro Cattelan.
 
Malika Ayane chiuderà, oggi alle 12 a Villa Welsperg in Primiero, la 25ª edizione dei Suoni delle Dolomiti. Con la sua band proporrà una versione green style del «Domino Tour».

Malika Ayane, iniziamo dal suo ruolo di giudice di X Factor: come mai ha deciso di tuffarsi in questa avventura?

«Dopo l’uscita del mio ultimo album “Domino” mi sono regalata tantissime soddisfazioni. Lo dico andando oltre i numeri, i risultati delle classifiche e la risposta del pubblico nel tour. Mi sono divertita un sacco a fare davvero quello che volevo. Ero pronta a mettere quello che ho capito in questi dieci anni e più, di studio e lavoro, a disposizione di chi prova ora ad incominciare questo percorso musicale. Così ho detto sì ad X Factor».

I talent show servono davvero?

«Credo che oggi sia davvero difficile emergere e farsi conoscere. Quando ho iniziato io la situazione era già piuttosto difficile ma ora gli spazi si sono ristretti ulteriormente e anche avere un passaggio in radio è diventato complicato. Quindi credo che i talent show abbiano la loro funzione, non vanno demonizzati ma calati nella realtà musicale del terzo millennio».

Le piace l’idea di giudicare?

«In questa prima fase di selezioni dei possibili concorrenti sono rimasta positivamente sorpresa dalla qualità media delle persone che ho ascoltato. All’inizio delle audizioni mi spaventava questo ruolo e dicevo il fatidico “sì” quasi a tutti; poi ho incominciato ad essere, in qualche modo, più severa, obiettiva e giusta. Tante volte ad essere troppo “buoni” rischi anche di rovinare un ragazzo o una ragazza, non ancora pronti ad intraprendere questa avventura che richiede tre mesi di full immersion chiusi in studio davanti alle telecamere. Forse non ce l’avrei fatta neppure io!».

Che live proporrà a Villa Welsperg?

«Tutto è stato pensato per un’occasione speciale come quella dei Suoni delle Dolomiti con qualche modifica al mio set in “modalità estiva” nel quale sarò accompagnata da quattro musicisti. Abbiamo cercato di fare un lavoro di fusione degli arrangiamenti teatrali e dei club con una set list che attraversa tutti i miei dischi con particolare attenzione per “Domino”».

Le piace l’idea di suonare all’aperto?

«Per me è la più bella, immersa nel verde senza barriere ed infrastrutture in diretto contatto e interazione con il pubblico. Tutto viene riportato in una dimensione gioiosa di collettività, mi diverte vedere la gente seduta sul prato che canta i miei pezzi. Faremo anche scegliere le canzoni al pubblico in modalità jukebox, insomma sarà una grande festa».

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