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Con la haydn la «prima» di Staud

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L'orchestra Orchestra Haydn di Bolzano e Trento è reduce da un lusinghiero successo: dopo aver tenuto concerti a Monaco di Baviera (nel 2016) e a Wiesbaden nello sorso anno, mercoledì scorso (2 maggio) è tornata nuovamente in Germania, suonando per la prima volta nel Großer Saal della «Alte Oper» di Francoforte.

Sotto la bacchetta del maestro Sesto Quatrini e con il soprano russo Olga Peretyatko, nuova star della lirica internazionale, l'orchestra si è esibita in un recital operistico (pagine di Verdi, Puccini e Mascagni) che è stato accolto con lunghi applausi da circa duemila presenti.
Dopo un mese di aprile vuoto di appuntamenti, la stagione sinfonica dell'orchestra regionale prosegue oggi a Bolzano (Auditorium, ore 20) e domani a Trento (Auditorium, ore 20.30) , con la bacchetta del norvegese Eivind Gullberg Jensen e la prima esecuzione italiana di «Moment, Leute, Moment!» di Johannes Maria Staud; sono inoltre in programma la Sinfonia n. 100 «Militare» di Joseph Haydn e «Musica per strumenti a corda, percussioni e celesta» di Béla Bartók.

«Artist in residence» è uno dei nuovi progetti della Fondazione Haydn; l'intento è quello di offrire uno spaccato dell'espressività contemporanea attraverso il lavoro di artisti che operano in vari campi, chiamati di volta in volta a rappresentarsi nelle loro varie sfaccettature, a stretto contatto con le realtà del territorio. Primo artista residente è il compositore austriaco Johannes Maria Staud: nell'ambito di Oper.A 20.21 sono già stati realizzati un concerto cameristico, un simposio e la produzione dell'opera «Die Antilope» (dicembre 2017). Ora è in programma l'esecuzione di questa nuova pagina, che lo stesso compositore così presenta: «Moment, Leute, Moment! è stata commissionata dall'Orchestra Nazionale del Belgio per la stagione 2014/15, a ricordo del centesimo anniversario dell'inizio della prima guerra mondiale. Ho scelto come punto di partenza musicale una breve scena dalla mia opera "Die Antilope", che viene diversamente sviluppata in questo lavoro orchestrale tripartito, segnatamente sotto il profilo dinamico, pur rimanendo sempre in bilico tra un conturbante addensamento orchestrale e, viceversa, tessiture in filigrana, iridescenti, quasi cameristiche».

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