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Diabete: 4 giorni di prevenzione

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Anche l'ospedale di Rovereto si è messo in gioco per la campagna di prevenzione del diabete: lo farà dal 13 al 16 novembre prossimo con quattro pomeriggi di porte aperte all'ambulatorio al primo piano del Santa Maria del Carmine, dove medici ed infermieri dei centri diabetologici dell'Azienda sanitaria, assieme a volontari e rappresentanti delle associazioni trentine di riferimento per le persone con diabete saranno a disposizione per controlli ed informazioni in materia.

«In accordo con l'associazione locale il centro diabetologico del nostro ospedale ha deciso di spalmare l'attività di prevenzione sui quattro giorni, con un'ora e mezza al giorno a disposizione delle persone interessate» spiega Luca Fabbri, il direttore del Santa Maria del Carmine. «Gli utenti verranno ricevuti da un'infermiera che farà compilare loro un questionario e darà informazioni sul diabete. Verrà valutato l'indice della massa corporea, verranno misurati i valori della pressione arteriosa, l'altezza ed il peso e, rispondendo alle domande, verrà determinato un punteggio che suggerirà all'infermiera se la persona che ha di fronte è è a rischio diabete oppure no. Se lo fosse verrà chiamato anche il medico per un'eventuale visita di accertamento ed un prelievo di sangue per valutare la glicata, media della glicemia degli ultimi due mesi».

La stessa modalità di screening era stata utilizzata l'anno scorso e si era rivelata molto efficace: «Tra questionario ed esame c'è un esito di individuazione dell'effettivo paziente diabetico più puntuale rispetto alla semplice misurazione della semplice glicemia» aggiunge il dottor Renzo Gennaro, responsabile del centro diabetologico a Rovereto.« A noi è sembrato molto più utile soprattutto nell'ambito dei familiari delle persone già affette, spesso predisposti. Individuandoli per tempo possiamo dare consigli rispetto alla dieta, ad esempio. Soprattutto nella fascia d'età lavorativa, quando tra un controllo e l'altro passano anni e, nel frattempo, il diabete (di tipo 2) fa i suoi danni». 

Quest'anno la prevenzione al diabete sarebbe rivolta in modo particolare alle donne in età fertile, perché il diabete in gravidanza è molto frequente. «Si attesta su una percentuale del 7-8 % delle donne in gravidanza - spiega Gennaro -.Noi però abbiamo un rapporto molto buono con il reparto di ginecologia ed ostetricia del nostro ospedale, per cui abbiamo sotto controllo molte donne incinte e questa esigenza è venuta meno. Abbiamo quindi esteso l'iniziativa ai familiari dei diabetici e a chi presenta una predisposizione come le persone obese o quelle che si muovono poco». 

Prezioso in questo senso il contributo dell'Azienda sanitaria, che offrirà grauitamente il costoso l'esame dell'emoglobina glicata, il più indicato per trovare il diabete. Perché sempre più spesso le persone affette da diabete lo scoprono tardi, o comunque quando la malattia già è presente da mesi nell'organismo. La prevenzione garantisce una diagnosi precoce.

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