Esilaranti descrizioni «Slurp» di Travaglio

di Fabio De Santi

Adulatori senza pudore alcuno, voltagabbana pronti a schierarsi con i potenti di turno, difensori d'ufficio a qualunque costo dei propri padroni e inventori di iperboliche cronache. Esce davvero con le ossa rotte la nostra categoria, quella dei giornalisti, da «Slurp» il nuovo spettacolo di Marco Travaglio che il direttore de Il Fatto Quotidiano ha portato in scena venerdì sera all'Auditorium S. Chiara davanti ad oltre seicento spettatori senza quindi far registrare i sold out delle sue precedenti apparizioni in Trentino. Insieme all'attrice Giorgia Salari , e con il supporto di qualche immagine sullo sfondo mai troppo invasiva, Travaglio riscostruisce un'esaustiva galleria deglli orrori dell'informazione tricolore prona ai potenti di turno.

Nel mirino finiscono le tante «penne alla bava» che hanno scelto l'arte sublime della «leccata» come modus operandi del loro fare giornalismo. Il percorso parallelo è quello fra i vari governi che si sono succeduti dall'ultima Dc a oggi e le legioni di pennivendoli pronti ad incensare appunto le lodi di chi tiene le redini del potere. Impossibile dar conto delle citazioni e dei frammenti di articoli che condiscono «Slurp» e anche dell'elenco dei giornalisti che Travaglio mette nel mirino, perché alla fine il quadro che ne esce è a dir poco sconsolante. Si arriva alla fine così fra le letture di esiranti descrizioni dei potenti, fino appunto alle legioni di leccatori pronti ad incensare i potenti di oggi fino, naturalmente, al prossimo cambio di governo. 

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