Addio a Rod Taylor, protagonista del capolavoro di Hitchcock "Gli Uccelli"

«Preferisco un ruolo secondario in un bel film a uno principale in un pessimo film». A dirlo era stato Rod Taylor, attore di origini australiane e protagonista del capolavoro di Alfred Hitchcock "Gli uccelli". Taylor è morto all’età di 84 anni (ma fra due giorni ne avrebbe compiuti 85) nella sua casa di Los Angeles, come confermato dalla figlia Felicia che però non ha precisato le cause del decesso.

«Mio padre ha amato molto il suo lavoro - ha detto la figlia in un comunicato - essere un attore è stata la sua passione da sempre, la chiamava »arte d’onore«. Era qualcosa senza la quale non riusciva a vivere».
Nato a Lindcombe, un sobborgo di Sidney, da padre imprenditore e madre autrice di libri per bambini, l’11 gennaio 1930, Rod Taylor scoprì la passione per il teatro sin da giovane, frequentando l’Accademia delle Belle Arti della capitale australiana. Dopo aver mosso i primi passi in patria, Taylor decise di raggiungere Hollywood nella metà degli anni Cinquanta, dove iniziò a lavorare con i registi più importanti di quel tempo.

Il suo primo ruolo di un certo rilievo fu nel film Il favorito della grande regina, nel 1955, a fianco di Bette Davis e la sua consacrazione arrivò pochi anni più tardi, nel 1963, con Gli Uccelli di Alfred Hitchock dove interpreta l’avvocato Mitch Brenner. Nel frattempo, però, ci sono stati altri film come Il Gigante, L’Albero della vita e L’uomo che visse nel futuro, pellicola fantascientifica diretto da George Pal e tratta dal romanzo La macchina del tempo del 1895, scritto da H.G. Wells.


Sempre in questo periodo, tra il 1960 e il 1961, Taylor fu protagonista della serie tv Hong Kong prodotta dalla Abc, dove interpreta il giornalista Glenn Evans. Secondo l’Hollywood Reporter, con i suoi 3750 dollari a episodio, Taylor fu l’attore più pagato al tempo.
All’inizio degli anni Sessanta Taylor fu protagonista, insieme a Jane Fonda, di Sunday in New York (1963), accanto a Doris Day recitò in Do Not Disturb (1965) e The Glass Bottom Boat (1966).
E nel 1970 fu anche in Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni.

L’attore australiano non disdegnò nemmeno parti secondarie e recitò accanto a Elisabeth Taylor, Rock Hudson e James Dean in Il Gigante (1956). Una decisione, quella di accettare ruoli non principali all’apice della carriera, che aveva spiegato così, in un’intervista a Screenland nel 1961: «Preferisco essere un personaggio secondario in un film di prestigio che il protagonista di un pessimo film».
Più recentemente, nel 2009, ha vestito i panni di Winston Churchill in Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino.
«Rod è stato un grande compagno per me, siamo stati molto, molto amici. È stata una delle persone più divertenti che abbia mai incontrato, riflessivo ed elegante. C’era qualcosa di molto bello in lui», ha commentato alla CNN Tippi Hedren, protagonista con Taylor del film di Hitchcock.
Taylor lascia la figlia, avuta dal secondo matrimonio con Mary Beth Hilem, e la terza moglie, sposata nel 1980, Carol Kikumura.


Francesca Scorcucchi

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