Il padrone di casa butta fuori gli inquilini

Sospettate che nel vostro appartamento appena affittato gli inquilini girino film porno? Mettetevi l’anima in pace: non potete farci nulla perché dedicarsi alla cinematografia a luci rosse -  se non sono coinvolti minori e se gli “attori” sono consenzienti - non è un reato. Soprattutto non cadete nella tentazione di sbattere fuori di casa gli inquilini con la forza perché questo sì sarebbe illegale.

Lo ha sperimentato a sue spese un 73enne di Trento a processo per violazione di domicilio, minacce e appropriazione indebita. In giudizio è finito anche il figlio accusato di aver dato man forte al padre al momento di cacciare di casa gli inquilini, marito e moglie e un loro parente di origini sudamericane.

La coppia era alla ricerca di un alloggio a Trento. Attraverso un mediatore i  sudamericani si mettono in contatto con il proprietario di un immobile in città. Trovano un accordo per affittare l’appartamento per cui avrebbero versato una caparra ricevendo le chiavi di casa. Non c’è invece un contratto che dia un suggello giuridico al rapporto tra locatario e inquilini. Rapporto che ben presto diventa conflittuale.

La coppia di sudamericani sostiene che il padrone di casa inventava mille scuse per entrare nell’appartamento. Quest’ultimo ora deve rispondere anche di violazione di domicilio perché tra il dicembre del 2017 e il 10 gennaio del 2018 (giorno della liberazione forzata dell’immobile) più volte sarebbe entrato, clandestinamente, nell’abitazione che aveva dato in affitto. Pare che il 72enne si fosse convinto che all’interno dell’abitazione venivano  girati film porno amatoriali.

Fantasia o realtà? Non lo sapremo mai perché la circostanza è ininfluente da un punto di vista processuale. Il padrone di casa supporta questo suo sospetto con la presenza in casa di “attrezzi” sessuali e con il fatto che nei locali venivano tenute temperature molto alte (ma forse i sudamericani volevano solo riprodurre in casa il clima di Rio). La coppia invece nega di aver usato l’appartamento per girare video porno. E anche se i sospetti (o le fantasie) del padrone di casa fossero vere, ciò non giustificherebbe comunque le presunte intrusioni.

Di certo i rapporti tra padrone di casa, finito nei guai anche per alcuni messaggi telefonici vagamente minacciosi, e inquilini si sono rapidamente deteriorati. Arriviamo al 10 gennaio dell’anno scorso quando il padrone di casa, che ha le chiavi di un porta secondaria, entra nell’appartamento insieme al figlio e ad un’altra persona e - sostiene l’accusa - sbatte fuori con la forza gli inquilini. L’odierno imputato nega sostenendo al contrario che sono stati i sudamericani, installati in casa senza alcun  titolo, a fuggire non appena il proprietario ha chiamato  i carabinieri.

Di certo i sudamericani hanno sporto querela contro il padrone di casa lamentando di essere rimasti dal giorno  alla notte senza un tetto e senza i loro effetti personali consegnati dal proprietario solo giorni dopo. Anzi alcuni oggetti di valore non sarebbero mai stati restituiti (di qui anche l’accusa di appropriazione indebita).

La diatriba ha avuto pesanti strascichi giudiziari. Il contenzioso civile si è concluso in modo favorevole al proprietario di casa poiché il giudice ha ritenuto che, in assenza di un contratto, la coppia non aveva titolo per occupare l’appartamento. Sul fronte penale invece sul banco degli imputati siedono padre e figlio: hanno opposto due decreti penali di condanna da 9.000 e 2.250 euro decisi a dimostrare in giudizio di aver agito nel pieno rispetto della legalità. Gli ex inquilini invece ora chiedono i danni: 7.000 euro a testa.

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