Porte aperte in caserma: ecco cosa fanno i militari

Che cosa c'è dietro il filo spinato e le torrette di guardia della grande struttura militare in Clarina? Ieri, in occasione del Giorno dell'unità nazionale e della Giornata delle forze armate, si è potuto scoprire un ambiente che normalmente è celato agli sguardi dei civili. Dietro i pesanti cancelli della caserma Battisti, sede del 2° Reggimento genio guastatori, c'è una vera e propria cittadella militare, che durante il giorno brulica di persone impegnate in addestramenti e altre attività legate alla quotidianità dell'esercito.

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La giornata tipo dei genieri comincia con la sveglia verso le 7 e l'alzabandiera nel piazzale attorno alle 8. Poi, fino alle 16.30, è tempo di addestramento: si fa formazione in aula, ma principalmente ci si sposta nelle aree di Roveré della Luna e Salorno per sfruttare il poligono di tiro e il centro esplosivi. La sera, chi è in servizio permanente, può tornare a casa dalle famiglie, mentre i volontari si coricano nei 600 posti letto della caserma. A disposizione c'è anche una camerata femminile: a Trento alloggiano infatti una trentina di soldatesse (su un totale di circa 700 genieri), un numero destinato a aumentare.


In questo periodo, molte attività del Reggimento sono volte alla preparazione della missione «Rsm» in Afghanistan, che partirà a febbraio 2015. «Il Genio guastatori ha due funzioni: quella operativo-militare e quella del soccorso alla popolazione nelle emergenze, da Haiti al terremoto in Abruzzo, oltre all'intervento in quota», spiega il colonnello  Luigi Musti , comandante del Reggimento. Ieri i normali impieghi dei militari sono stati sospesi per la giornata delle caserme aperte. Venti mezzi mimetici sono stati tirati a lucido e messi in mostra, con i membri dell'esercito impegnati a spiegare ai curiosi il loro lavoro: i visitatori hanno potuto vedere dal vivo il Lince, protagonista di tante missioni all'estero, il battello pneumatico per le alluvioni, le ruspe e le gru.


Alla Battisti, ovviamente, circolano anche molte armi ed è anche per questo che la struttura è presidiata dalle guardie 24 ore su 24. Un assaggio della dotazione dell'esercito italiano era esposto in una saletta: il fucile Beretta, la mitragliatrice Minimi, il fucile di precisione Sako e la maschera anti gas.
Oggetti che i civili normalmente vedono solo nei videogames o nei film di guerra, ma che invece costituiscono gli strumenti quotidiani dei genieri. «Il nostro lavoro è a 360 gradi. Non si tratta solo di imbracciare un fucile o disinnescare una bomba: bisogna imparare a leggere le situazioni, a capire la gente e a prendere le decisioni giuste nel momento giusto», aggiunge il tenente colonnello Gereon. Una professione, quella del soldato, che negli ultimi anni sembra avere sempre un maggiore appeal per i giovani. Ieri, nel piazzale della caserma, è stato allestito un info point per gli arruolamenti, anche se di fatto tutte le procedure oggi vengono effettuate on line.


«La carriera del militare si è diversificata, abbiamo molta offerta come percorsi di studi e ciò, per i ragazzi, significa diverse possibilità di sentirsi realizzati», precisa il tenente colonnello. Certo, gli atleti Azzurri che vestono la divisa mimetica sono un bel biglietto da visita per gli studenti, ma sembra che negli ultimi anni ad attirare sia soprattutto la possibilità di avere un lavoro sicuro e a tempo indeterminato. Ogni anno, in regione ci sono circa 200 nuove leve. «La nostra immagine è migliorata, ma di sicuro la crisi rende ancora più interessante l'arruolamento, perché di fatto, dopo cinque anni da volontario, se si riga dritto, ci si può sistemare».

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