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5.824.000 motivi

per (non) fare polemica

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5.824.000 (cinque milioni e ottocentoventiquattromila): iniziamo subito con una cifra pesante, in questo nuovo blog che vuole partire dai numeri - magari curiosi, magari insoliti - per raccontare fatti, aneddoti o proporre riflessioni.

I quasi 6 milioni sono il numero di telespettatori che, secondo le rilevazioni Auditel, nella serata del 17 gennaio scorso hanno seguito la puntata di «Meraviglie - La Penisola dei tesori», dedicata - tra l’altro - alle Dolomiti. Per uno share del 23,8%, tanto per dare un altro dato: quella sera, insomma, quasi una persona su quattro davanti alla televisione stava guardando quel programma.

La trasmissione di Alberto Angela, che solitamente unisce tutti in cori di unanime (e meritato, ma sono opinioni) apprezzamento, questa volta ha fatto incavolare il presidente della Provincia di Belluno e l’assessore al turismo della Regione Veneto. Perché Angela ha deciso di girare in Trentino Alto Adige (valli di Fiemme e Fassa, lago di Carezza) e non nel Bellunese nonostante in provincia di Belluno ricada il 46% delle Dolomiti.

Partendo da questo dato, il disappunto dei veneti sarebbe pure giustificabile. Peccato però che Angela non abbia mai indugiato nel parlare di Trentino, Alto Adige e abbia sempre nominato le Dolomiti nel suo complesso. Non ha certo elogiato la val di Fassa piuttosto che l’Agordino. Insomma, ha scelto di girare in regione non per favorirla (come hanno inteso di sospettare, piccati, gli amministratori veneti) ma per una sua scelta. Legata molto probabilmente alla presenza, a Predazzo, del Museo geologico delle Dolomiti attraverso il quale lui, che prima di essere divulgatore è paleontologo, ha potuto spiegare come le Dolomiti si sono formate.

Insomma, è stata una trasmissione culturale, non uno spot sull’offerta ricettiva o turistica. Così fosse stato, in Veneto avrebbero avuto sante ragioni per lamentare di non aver potuto «ingolosire» quasi sei milioni di possibili visitatori. Ma lo spirito della trasmissione è stato ben diverso, mettendo in luce tutte le bellezze e le peculiarità dolomitiche, anche senza elencarne e mostrarne tutte le cime: un dettagliato reportage sulle Dolomiti tutte, completo dal punto di vista dell’estensione geografica, non avrebbe certo potuto trovare spazio in scaletta.

Come in un documentario su un prestigioso museo è impossibile percorrere e mostrare tutte le sale e tutte le opere, a maggior ragione nel caso delle Dolomiti, chiedere alla produzione di parlare dettagliatamente di ogni area e spostarsi con la troupe attraverso un territorio di oltre 230mila ettari suddiviso in tre regioni e cinque provincie (tutte accuratamente citate in numero uguale di volte, senza favoritismi), appare francamente un filo eccessivo.

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