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È estate e fa caldo. Lo hanno detto alla tv 

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Devo confessarvi un segreto. Fa caldo. So che non lo sapevate. A dire la verità non lo sapevo nemmeno io, ma per fortuna l'hanno detto al telegiornale. Come faremmo senza la TV? Ed hanno aggiunto che nei prossimi giorni farà ancora più caldo. Più caldo del caldo. Caldo al quadrato. Perché sono in arrivo venti dall'Africa. Altri venti. Alla faccia di Salvini e per la gioia della Boldrini.

Il giornalista ha anche detto che d'estate bisogna bere tanto. Peccato perché solitamente in questo periodo dell'anno smetto di bere, mi faccio quelle tre taniche a marzo e poi tiro fino a ottobre come i dromedari. E poi bisogna vestirsi leggeri. Mi spiace perché di solito a giugno amo indossare maglioni di cashmere e sciarpe di lana, ma se l'hanno detto alla TV farò uno strappo alla regola. Hanno detto anche che l'aria condizionata fa male. Ma siccome a me fa più male il caldo, la tengo accesa lo stesso. Di solito la accendo a maggio e la spengo a novembre. Metà stipendio se ne va solo per pagare la bolletta, ma ne vale la pena. Un'altra cosa emersa dallo studio psico-socio-meteorologico dei giornalisti del TG è che i più a rischio sono gli anziani, e per questo non devono uscire nelle ore centrali della giornata. E nemmeno in quelle serali per il pericolo di scippi. E neanche al mattino per le polveri sottili.

In pratica devono stare in casa con le finestre chiuse e senza aria condizionata perché fa male. Se si tratta di un espediente di Di Maio per risolvere il problema delle pensioni, è ben congegnato. La Sat ha organizzato per i soci più anziani un breve soggiorno di due mesi sul monte Bianco a quota 3.835. Un elicottero della Provincia con a bordo un medico, un meccanico e l'assessore Mellarini seguirà la comitiva. Il medico in caso succeda qualcosa agli anziani, il meccanico se succede qualcosa all'elicottero, e Mellarini per smentire che sia successo qualcosa. 

Ma il vero problema non è il caldo in sé. Sono quelli che ti dicono che «fa caldo», che solo per come te lo dicono ti fanno venire ancora più caldo. Li trovi ovunque, al supermercato, alla posta, in ascensore. Anche quando credi di essere da solo, loro si materializzano sbucando dai posti più impensati. Si avvicinano boccheggianti e ti dicono la frase fatidica: «sentì che calt?». Una frase che da sola alza la temperatura di un paio di gradi. Non ti resta che rispondere «Davvero? No perché no ho vardà el TG».

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