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Bizet femminicida e don Abbondio bisex

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Lo scorso mese Firenze ha avuto un momento di alto impegno civile. Durante il Maggio fiorentino, l'opera La Carmen di Bizet anziché concludersi - come succede dal 1875 a questa parte - con Don José che accecato dalla gelosia uccide la protagonista che lo rifiuta colpendola ripetutamente col telecomando (no dai scherzo, con un pugnale), è finita con lei che uccide lui. Questa variazione è scaturita dal fatto che a dire del regista, il finale originale era politicamente scorretto e quindi lui per fare qualcosa di più consono coi tempi nostri l'ha cambiato. Per non portare in scena un femminicidio del 1875 ha portato in scena un buonsensicidio nel 2018. Tanto, uno più uno meno. È stato un modo con cui il regista ha tirato la sua simbolica molotov. Ognuno peggiora lo stato delle cose come può. Chissà come reagirebbe se i suoi violoncellisti in frac e fazzoletto di seta sotto il mento, invece di alzarsi in piedi e inchinarsi agli applausi del pubblico decidessero di presentarsi in felpa ringraziando la platea con lingua e dito medio. Anche questo sarebbe più consono coi tempi nostri. Il prossimo passo potrebbe essere mandare un questionario da compilare a ogni regista: ritieni che Romeo e Giulietta sia un'opera valida / non valida / per il contesto sociale in cui viviamo? Preferisci una Giulietta lesbica o un Romeo gay? Don Abbondio lo facciamo bisex / gender / pedofilo? Metti una crocetta nell'apposito riquadro. Anzi, per un teatro ancora più equo e solidale si potrebbero organizzare regolari assemblee cui invitare anche gli abbonati, e più in generale chiunque passi davanti al teatro nei giorni in cui si tiene la rappresentazione, così da poter riscrivere tutti insieme alla compagnona i grandi classici. Si imporranno a questo punto non meno drastici provvedimenti su altri testi inammissibili, a cominciare dalle tragedie greche. La Medea di Euripide invece di uccidere i figli, li porta a scuola in Suv e uccide l'insegnante che li sgrida. Propongo di cambiare anche il passaggio della Bibbia dove al «chi volete libero?» invece di Barabba tutti rispondono «Gesù!». Poi potremo cambiare il finale del Titanic, per far morire Rose e salvare quel fesso di Jack. E già che ci siamo, cambiamo anche il risultato della finale di Coppa Campioni della Trentino Volley del 17 aprile 2016 contro lo Zenit Kazan.
Tornando alla Carmen abiurata, ha molti precedenti illustri. Tipo quando Girolamo Savonarola (circa 520 anni fa) bruciò in piazza una pila di libri e quadri pieni di «cose vane, figure ignude e libri eretici». Quindi bentornati nel futuro. Bentornati alle crociate in nome del politically correct.

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