Aree di servizio A22: dal 2016 si cambia

Aree di servizio A22: dal 2016 si cambia

di Walter Pardatscher

Vorrei rispondere alla lettera della signora Laura Malabarba e al direttore dell’Adige che hanno posto la questione della qualità dei punti di ristoro presenti lungo A22.

Innanzitutto, confermiamo l’esistenza di qualche aspetto da migliorare e ciò si deve al fatto che i gestori delle aree di servizio e di ristoro stanno operando in un regime di proroga dal 30 aprile 2014. Ciò è dovuto al fatto che la Società ha dovuto attendere, prima di poter espletare le gare per la futura gestione delle stesse, l’emanazione da parte del Ministero dei Trasporti del nuovo piano di ristrutturazione della rete nazionale delle aree di servizio.

Proprio nei giorni scorsi, vista la pubblicazione di tale piano, finalmente son stati pubblicati i bandi.
A22, dopo aver espletato la 1ª fase di gara relativa alle manifestazioni di interesse, potrà affrontare a breve anche la delicata fase dei bandi di aggiudicazione, che troveranno piena realizzazione nel volgere di qualche mese.
In tali bandi, la valorizzazione della parte qualitativa avrà un peso decisamente superiore rispetto alla situazione esistente, così come sarà valorizzato l’impegno da parte dei singoli aggiudicatari verso la commercializzazione dei prodotti locali dei territori attraversati da A22, cambiando radicalmente un indirizzo che, risalente a quasi dieci anni fa, puntava a valorizzare le gare al massimo ribasso.

La lettrice dell’Adige segnala come nei punti di ristoro di A22 non sia presente un ristorante, se per ristorante lei intende un locale dove è possibile sedersi al tavolo ed effettuare l’ordinazione di quanto desiderato. Questa è una realtà che sta progressivamente scomparendo da tutte le aree di servizio autostradali in considerazione del fatto che l’utenza non ha dato segnali di preferire un’offerta di questo tipo, ormai soppiantata nelle aree di maggiori dimensioni da un servizio self-service. Semmai, la clientela autostradale va indirizzandosi verso nuove forme di ristorazione, da quella di asporto a quella di acquistare un determinato prodotto alimentare che viene preparato sul momento.

Comunque sia, ringraziamo delle critiche: ne faremo tesoro nel comune obiettivo di migliorare il servizio reso a chi utilizza per i suoi spostamenti l’A22.
Desideriamo inoltre sottolineare come la qualità dei servizi offerti alla clientela dalla Società sia, secondo indagini condotte da realtà terze e certificate da Università di Trento, generalmente superiore alla media, con giudizi lusinghieri specie da parte dell’utenza professionale, con particolare riguardo alla pulizia delle aree di sosta, dei servizi igienici e della sicurezza dei viaggiatori, grazie anche alla presenza capillare del telecontrollo e delle attività delle forze di polizia. Riguardo ai servizi igienici sottolineiamo che sono in via di miglioramento, man mano che procede il programma di ristrutturazione degli spazi curato direttamente da Autobrennero.

Quanto al «caro autostrada» su A22, ci permetta di dissentire, non fosse altro perché la società Concessionaria è quella che in Italia ha il costo per chilometro tra i più bassi in assoluto, con costi di manutenzione molto elevati a causa dell’orografia di attraversamento di parte del suo tracciato. A tutt’oggi alla Concessionaria non è stato riconosciuto l’aumento tariffario da parte del Ministero, tant’è che le tariffe sono rimaste invariate e comunque al di sotto dei tassi d’inflazione degli ultimi 10 anni.

Infine, desideriamo rassicurare il direttore de «L’Adige» quanto all’impossibilità di acquistare giornali nei punti di ristoro di A22. Concordiamo con lui circa il valore fondamentale dell’informazione e della cultura che può essere valorizzata anche nei nostri punti di ristoro, tant’è, che da sempre, la Società non applica alcuna forma di ricarico sulla vendita di questi generi. Sarà nostra cura fare in modo che in futuro i nuovi sub-concessionari tengano nella giusta considerazione anche questo genere di servizio nei confronti della clientela.

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