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Olio, pesce e noci: la dieta che fa bene

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Il primo ad occuparsi del rapporto tra alimentazione e salute fu Weston Price, un dentista americano, che è stato definito l’Isaac Newton della nutrizione, che all’inizio del 1900 si chiese quale fosse il motivo per cui lui dovesse occuparsi giornalmente della cattiva salute dei denti dei suoi ricchi pazienti di Los Angeles, mentre arrivavano dal vicino Messico, questi poveri e disperati immigrati, spesso malconci e denutriti, ma tutti con dentature perfette.

Per cercare di rispondere a questo quesito decise di intraprendere numerosi viaggi in tutti i continenti per osservare la bocca, i denti e lo stato di salute dei nativi che vi abitavano, che poi documentò con un ricco repertorio di foto su un librone di più di 500 pagine. Visitò popolazioni che abitavano l’Amazzonia, l’Africa, l’Australia, la Nuova Guinea e tutti i popoli osservati presentavano un buon stato di salute, e soprattutto dentature sane.

Talvolta i denti si presentavano spezzati, come conseguenza di traumi, consumati negli anziani per l’usura dovuta al continuo rosicchiare alimenti lignei o duri come le ossa di animali ma quasi mai i denti erano cariati o cresciuti in maniera anomala.

Al ritorno dai suoi innumerevoli viaggi sperimentava poi i vari tipi di alimentazione, prevalentemente sui gatti. Li divideva in due gruppi e poi dava loro lo stesso tipo di cibo e nella stessa quantità, ma mentre ad un gruppo lo dava crudo, all’altro lo proponeva cotto. Osservò che nel corso della loro vita gli animali che mangiavano il cibo crudo, rispetto a quelli che lo consumavano cotto, si ammalavano meno, presentavano un pelo migliore, erano più prolifici e vivevano più a lungo.

Weston Price ipotizzò che ogni volta che noi manipoliamo un alimento lo impoveriamo dei suoi numerosi principi nutritivi: vitamine, sali minerali e polifenoli, tutte sostanze indispensabili per mantenerci in buona salute.

Che il cibo potesse avere una funzione terapeutica lo aveva già intuito 2.500 anni fa Ippocrate, il padre delle Medicina, quando asseriva: «Fai che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo».
A distanza di quasi cento anni, dopo aver consumato cibi ricchi di zuccheri, di grassi, a lunga conservazione e pieni di additivi, abbiamo finalmente capito anche noi che il cibo può essere la causa di importanti malattie ma che certi alimenti possono essere utilizzati come farmaci per curare o prevenire le malattie e nel 1989 è stato coniato il neologismo di nutraceutico.

Sono da considerare nutraceutici le vitamine, i polifenoli antiossidanti (quelle sostanze che danno colore a frutta e verdura), i probiotici (i batteri buoni che abitano il nostro organismo), i grassi polinsaturi omega-3, ecc. e gli alimenti ricchi di tali sostanze sono anche detti alimenti funzionali.

Un alimento può essere considerato «funzionale» quando ne siano state documentate delle proprietà benefiche su una o più funzioni nell’organismo o che abbia una reale funzione protettiva, che sia consumato come parte di un regime alimentare normale e non sia una pillola, una capsula o una qualsiasi forma di integratore alimentare.
Possiamo dire che gli alimenti funzionali ci proteggono soprattutto da quelle malattie cronico degenerative, come i tumori, l’aterosclerosi e le malattie neurodegenerative, che ai nostri giorni sono sempre più diffuse anche per il continuo aumento della nostra aspettativa di vita.
In tale senso l’alimento funzionale per antonomasia potrebbe essere considerato l’olio di oliva, ricco di acido oleico, vitamine antiossidanti e antiinfiammatorie, e lo sono anche gli agrumi, i piccoli frutti, le noci, la mela, il pomodoro, la curcuma, l’aglio, il the verde, il pesce azzurro, lo yogurt e numerosi altri alimenti che contengono dei principi attivi la cui attività si è dimostrata efficace soprattutto nella prevenzione delle malattie sopra menzionate.

Possono essere considerati alimenti funzionali, arricchiti o supplementati, gli alimenti addizionati di vitamine, di acido folico, di sali minerali o di omega-3. Non fanno parte degli alimenti funzionali i prodotti dietetici che sono prodotti a scopo terapeutico ma non sono utilizzati nella normale alimentazione quotidiana della popolazione sana.
Nonostante la continua promozione di novel food, un’alimentazione varia, ricca di cereali integrali, legumi, frutta e verdura di tanti colori, resta la principale fonte di questi principi con attività nutraceutiche, ed è la dieta quotidiana che dev’essere «funzionale» piuttosto che una dieta nutrizionalmente povera integrata da qualche alimento arricchito artificialmente.

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