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Fate attenzione ai nutrizionisti

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Tante volte la gente mi chiede che differenza ci sia tra queste tre figure professionali che ai più rimangono sconosciute.
È quindi indispensabile fare un po’ di chiarezza per consentire a chi sia interessato ad intraprendere un percorso dietetico o nutrizionale di scegliere in maniera avveduta.

Il dietologo, quale io sono, è un laureato in Medicina e Chirurgia, che ha conseguito una specializzazione in Scienza dell’alimentazione.
Si tratta dunque di un medico che, dopo aver completato il corso di studi di sei anni in medicina, ha conseguito una specializzazione di 3 anni in dietologia.

È un professionista che conosce gli alimenti, la fisiologia e le patologie ed è in grado di fare una diagnosi e di stabilire una terapia idonea.
In caso di bisogno può prescrivere qualsiasi tipo di farmaco, ad esempio: per l’ipertensione, per il diabete o per una gastrite. È una figura poco diffusa.

È una figura sempre meno diffusa  perché oggi sono disponibili nel campo dell’alimentazione percorsi più brevi, ma ovviamente meno completi.

La o il dietista consegue oggi una laurea in Dietistica, che fa parte delle lauree sanitarie della facoltà di Medicina, della durata di tre anni, paragonabile al percorso che può fare un’ostetrica o un’igienista dentale. La dietista compie oltre che un approfondito studio degli alimenti, della loro composizione chimica, anche la loro efficacia terapeutica in relazione con le principali patologie. Come le ostetriche lavorano in stretta collaborazione con i ginecologi, e le igieniste con i dentisti, le dietiste, per stilare una dieta per una persona affetta da una patologia, necessitano di una specifica prescrizione medica.

La qualifica di nutrizionista è un po’ di difficile da inquadrare. Il o la nutrizionista è normalmente laureata in Biologia, e deve essere iscritto all’Albo dei Biologi, non richiede alcun tipo di specializzazione e, come cita il Manuele del nutrizionista «può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio “benessere”, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento dello stato di salute. In tale ambito può suggerire o consigliare integratori alimentari, stabilendone o indicandone anche le modalità di assunzione».

Ovviamente non può prescrivere farmaci. Il limite del nutrizionista è che il suo corso di studi universitario non prevede un particolare approfondimento della patologia umana e pertanto la sua consulenza è più efficace nell’ambito del benessere e del mantenimento della salute, che non nella terapia dietetica.

E fino a qui tutto bene, in quanto queste sono figure professionali autorizzate dalla legge a svolgere un’attività di consulenza nell’ambito dietetico. È importante affidarsi a un laureato del settore, di cui voi possiate valutare il percorso formativo e verificate che sia abilitato all’esercizio della professione. Purtroppo però l’alimentazione è terra di conquista, ed è come il Far West dove tutti cercano di ricavarsi un proprio spazio.

Ogni giorno siamo inondati da articoli, programmi radio o TV, spot pubblicitari che parlano di nutrizione. Diversi personaggi, cuochi, giornalisti, iridologi, naturopati, medici con le specialità più varie dispensano consigli dietetici di ogni tipo. Invece che consigliare di mangiare un po’ di tutto oggi vanno di moda le dieta «senza»: senza glutine, senza lattosio, senza carne, senza carboidrati, senza grassi e così via.

Oggi sono sempre più diffusi gli «appassionati» di alimentazione che si qualificano con gli appellativi più fantasiosi, dove spesso la parola alimentazione è associata a «naturale», che non guasta mai, a «olistico» che fa molto esotico, ma anche qualche termine inglese fa un certo effetto. Sempre più persone frequentano corsi, dalle tematiche più strane, che in una settimana vi trasformano in «educatori alimentari», «coach nutrizionale», «personal shoppers» che vi accompagnano anche a fare la spesa al supermercato.

È un po’ come se per un parere legale mi rivolgessi a chi non è laureato in giurisprudenza o se dessi da amministrare i miei soldi ad un «appassionato di borsa» o di finanza. Per i nostri soldi saremmo attentissimi, purtroppo talvolta lo siamo un po’ meno con il bene più prezioso che possediamo che è la nostra salute.
Ricordo alcuni anni orsono che un ragioniere, che per passione faceva anche l’allenatore, che dopo un corso di tre giorni era diventato «Certified Zone Nutritionist» ed era ospitato in alcune farmacie a fare «consulenze nutrizionali». Ci sono personal trainer che oltre agli esercizi fisici consigliano anche piani alimentari per dimagrire o per la cellulite.

Anche i centri di dimagrimento oggi vengono aperti e gestiti da laureati in Scienze motorie. È pur vero che ognuno può spendere i soldi come vuole. Se abbiamo bisogno di un chirurgo, un ortopedico o un oculista, cerchiamo il migliore, ma se dobbiamo scegliere un «consulente alimentare», spesso ci facciamo abbindolare da quello che le spara più grosse. Peggio di un politico in campagna elettorale!

Gli appassionati non si accontentano di coltivare la passione per se stessi ma oggi vanno anche a fare «consulenze» in pubblico. Non più tardi di 20 giorni fa, sono stato invitato a parlare di alimentazione in una scuola. Ho condiviso l’incontro con una ragazza, peraltro anche simpatica, laureata in economia, però molto appassionata di alimentazione. Per la salute dei nostri figli sarebbe opportuno che, almeno nelle scuole, andassero a proporre i principi di una sana alimentazione chi la materia la conosce veramente.

Il consiglio che vi do è questo. Visto oggi abbiamo uno strumento eccezionale come internet, che in pochi minuti ci permette di conoscere vita, morte e miracoli di una persona. Prima di mettere la vostra salute nelle mani di qualcuno digitate il suo nome su Google e cercate il suo curriculum, valutate bene che tipo di percorso ha fatto, quali studi ha effettuato, in quale università si è laureato, che tipo di percorso lavorativo ha fatto e da quanti anni esercita quella professione. Cercate insomma di ponderare bene la vostra scelta.

Ricordatevi che il primo principio che ci insegnano a Medicina è «Primum non nocere» ovvero la prima cosa è non nuocere. Per ignoranza o presunzione, non tutti lo sanno.

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