Salta al contenuto principale

La nuova frontiera dell'editing del genoma: CRISPR

Chiudi

Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti

Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
3 minuti 57 secondi

All’inizio del mese di febbraio è stato pubblicato il “Rapporto annuale sulla valutazione delle minacce mondiali”, un documento stilato dalla Comunità d’Intelligence degli Stati Uniti (di cui fanno parte, ad esempio, la CIA, l’NSA e l’FBI) che riporta i pericoli per la sicurezza globale individuati durante l’anno passato. Scorrendo la lista troviamo diverse voci “familiari”, come ad esempio un possibile test nucleare da parte della Corea del Nord, oppure delle “non dichiarate” armi chimiche in Siria ed ancora delle nuove tipologie di missili russi che potrebbero violare i trattati internazionali. Scorrendo in fondo alla sezione “Armi di Distruzione di Massa” troviamo anche un piccolo paragrafetto, come se fosse stato aggiunto di fretta, intitolato “Correzione del Genoma”.

Si legge: “Le ricerche sulla correzione del genoma, condotte in paesi con diversi standard etici e regolatori rispetto a quelli dei Paesi Occidentali, aumentano il rischio della creazione di un potente e dannoso agente biologico [...] il cui uso deliberato o non intenzionale potrebbe portare ad implicazioni economiche e di sicurezza nazionale, di vasta portata.” Sembra preoccupante, per usare un eufemismo.

Tuttavia, non vengono approfonditi i casi concreti, per cui questa metodologia apparirebbe tanto pericolosa. Non sono inoltre specificati eventi reali e non vengono proposte soluzioni per arginare il rischio, e questo fa riflettere. In effetti, non ci sono ancora stati episodi clamorosi di cosiddetto “bioterrorismo”, che avrebbero fatto presagire il problema. Di conseguenza il tono del documento in merito non può che essere superficiale, come dire: gli strumenti esistono ma il loro utilizzo per fini pericolosi, per ora, esiste soltanto nella sfera delle possibilità.

Tuttavia, la scelta di inserire questa nuova tecnologia nel documento in questione ha sorpreso non pochi esperti, ed ha chiaramente ridimensionato l’importanza del problema. Insomma, non è più una ricerca che interessa soltanto gli scienziati, ma anzi, sembra sia rilevante anche per la sicurezza nazionale statunitense.

Senza destare troppi allarmismi, sarà nostro compito descrivere di che tipo di tecnologia si tratta, quali sono i pericoli a cui fanno riferimento, e qual è lo stato dell’arte attuale. Il documento in questione è soltanto uno spunto per raccontarvi uno dei più importanti progressi avvenuti negli ultimi anni, in ambito biologico, che potenzialmente porterà grandi cambiamenti nel modo in cui vengono trattate le malattie più disparate.

Proseguiamo però con la lettura del paragrafo, si legge: “Gli avanzamenti nella Tecnologia della Correzione del Genoma hanno costretto gli esperti statunitensi ed europei a porsi delle domande in merito alla modifica non regolamentata della linea germinale (cioè le cellule rilevanti per la riproduzione, nello specifico ovuli e gameti). Queste modifiche genetiche sarebbero infatti ereditabili.”

In altre parole, questa tecnologia permetterebbe di effettuare delle modifiche genetiche sulle cellule che, potenzialmente, darebbero origine ad un essere umano. Le domande in questione, i massimi esperti del campo se le sono poste in una convention tenutasi durante i primi giorni di dicembre dello scorso anno, all’Accademia delle Scienze statunitense, un complesso di edifici immerso nel parco adiacente al Campidoglio, a Washington D.C.

L’assemblea, che vedeva la partecipazione anche dell’Accademia delle Scienze Cinese e della Royal Society britannica, si prefiggeva proprio di discutere i quesiti in ambito scientifico, etico e giuridico associati alla ricerca sulla Correzione del Genoma umano. Al termine dei dibattiti, sono state rilasciate delle dichiarazioni da parte del comitato organizzatore, soprattutto in merito all’utilizzo di questa tecnologia per la modifica delle cellule della linea germinale.


Anche di queste dichiarazioni discuteremo ampiamente, tuttavia, ci preme fare un breve riassunto.

Nei mesi precedenti sono state sollevate diverse questioni, decisamente rilevanti per gli ambiti più diversi, in merito ad una nuova tecnologia biomedica che sembra rivoluzionerà il modo di curare le patologie. Questa stessa tecnologia, però, essendo così potente, apre degli enormi spazi di riflessione sulle modalità in cui essa verrà utilizzata. In particolare, ci spinge a ragionare su alcuni nodi etici fondamentali, ad esempio sulla considerazione stessa della vita umana, e della malattia, e, come era successo per la fissione nucleare, sul modo in cui la società umana interagisce con le nuove scoperte scientifiche.

Non sarà facile, e nemmeno breve, ma cercheremo di portarvi diversi spunti di riflessione, così, quando vi capiterà di leggere notizie a riguardo sui giornali, forse avrete qualche strumento in più per districarvi in un terreno impervio ed in continuo mutamento. Dalla prossima puntata racconteremo un po’ della storia che ha portato a questa scoperta, del suo aspetto innovativo ed anche di come mai è scoppiata una vicenda giuridica per decidere chi sia stato il “vero scopritore”, o meglio, chi potrà registrare il brevetto per tale scoperta.

Un’ultima cosa, prima di lasciarci, diamo finalmente un nome a questa tecnologia: CRISPR.

Giovanni Palla

Fonti: Technologyreview

         National Academies

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

Open Wet Lab

Invio mail

Open Wet Lab è un’associazione di giovani biotecnologi e appassionati di scienza. Con sede al MUSE, Open Wet Lab è anche un laboratorio a porte aperte. Vi racconteranno il mondo delle biotecnologie, della biologia e della chimica