Dopo i «No Expo» arrivano i «No Sferatu»

Dopo i «No Expo» arrivano i «No Sferatu»

di Lucio Gardin

Siamo vittime del demone della facilità. La TV è piena di gente bellissima che guadagna soldi senza essere capace di fare niente. I Media ci insegnano che si può avere tutto e subito, senza fare fatica: impara l'inglese dormendo, diventa ricco in tre ore, dimagrisci mangiando, laureati senza studiare. Nelle pubblicità vediamo famiglie sempre felici, bambini sempre sorridenti, genitori che si alzano dal letto col pigiama senza una piega; ma dormono in un letto o in stireria? E vivendo con questi canoni, giorno dopo giorno, stiamo perdendo il contatto con la vita reale. Oggi la condizione primaria è ottenere tutto e subito, e quando all'orizzonte si profila il minimo sentore di fatica, scattano le proteste. Come ha dimostrato la manifestazione organizzata da alcuni insegnanti contro il progetto Trilinguismo della Provincia. Beh, manifestazione è una parola grossa, i partecipanti erano così pochi che probabilmente sono arrivati tutti sulla stessa macchina. In compenso c'era una classe di bambini; chissà cos'ha detto loro l'insegnante «Adesso venite in piazza con noi e imparate cosa farete da grandi» «Sìì maestra! Ma possiamo dar fuoco alle auto in sosta?» «No è presto, quello lo farete quando non troverete lavoro perché non sapete le lingue».


Ma non è questo il punto. Il punto è che boicottare il trilinguismo significa anteporre il tornaconto personale al futuro dei nostri figli. Oggi l'inglese è ciò che il latino è stato nell'Europa Medioevale: la lingua del mondo. Qualcuno sostiene che il Trilinguismo potrebbe rendere difficile lo studio ai ragazzi che soffrono di Dsa, ma non è togliendo l'eccellenza formativa alla maggior parte degli studenti che si tutela una minoranza di loro. A ogni modo, in attesa che si attivino i No Trilinguismo ora impegnati con il No Expo, No Tav, No Limits, No Renzi, No Sferatù, No Salvini e No panna negli spaghetti alla carbonara, ecco le prossime proteste in programma. Lunedì i No Merkel, hanno organizzato uno sciopero contro il popolo germanico che nonostante tutti i bei dialetti che abbiamo qua in Trentino, continua ostinatamente a parlare tedesco. Giovedì i No PC, faranno uno sciopero contro i computer che continuano a richiedere costosi aggiornamenti quando ci sono tanti bei libricini coi disegni da colorare, che costano anche meno. E sabato i No Smartphone, organizzano uno sciopero contro le App troppo complesse e piene di termini inglesi, quando si stava così bene col telegrafo e l'alfabeto morse.

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