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Yulia Navalnaya: «Alexei ucciso da Putin, io la sua erede nella lotta per la Russia libera»

In un video diffuso sui social, Yulia Navalnaya si dice pronta a portare avanti la battaglia del coniuge, il noto dissidente anti-Putin morto in carcere al Circolo artico: «Sono io l’erede, lotterò per la Russia». La donna accusa il capo del regime autoritario di Mosca di aver ucciso il marito e promette che i responsabili saranno individuati: «Mio marito è stato ucciso da Putin».

Alla madre di Navalny intanto, ha riferito l'ex portavoce del dissidente Kira Yarmysh, è stato annunciato che la salma non sarà restituita alla famiglia per altri 14 giorni, durante i quali devono essere eseguiti «esami chimici» imprecisati. Yarmysh ha aggiunto che alla stessa madre e all'avvocato dell'oppositore è stato impedito in mattinata per la seconda volta in tre giorni di entrare nell'obitorio dell'ospedale della città artica di Salekhard dove, secondo il sito russo dell'opposizione Mediazona, il corpo sarebbe stato portato già nella tarda serata del 16 febbraio, il giorno della morte nella colonia penale IK-3.

Secondo Yulia Navalnaya, il cui video di otto minuti è diventato subito virale, questi rinvii confermano che le autorità «mentono meschinamente attendendo quando svaniranno le tracce dell'ennesimo Novichok di Putin».

Un riferimento alla sostanza velenosa chiamata in causa in attacchi subiti in passato da Navalny e da altri oppositori, come quello in Gran Bretagna nel 2018 contro l'ex spia russa che aveva fatto defezione, Serghei Skripal, e da sua figlia. Ma poi Navalnaya ha fatto capire di non avere ancora certezze sul metodo usato: «Scopriremo certamente chi di preciso e in quale preciso modo ha eseguito il crimine, faremo i nomi e faremo vedere le facce», ha promesso.