Tensione al Pride di Kiev, fra gli insulti di estremisti di destra

Tensione al Pride ieri, domenica, a Kiev in Ucraina. Attivisti ultranazionalisti hanno urlato insulti omofobi contro i circa 500 manifestanti che si sono riuniti per la prima marcia del gay pride dall'invasione russa, sotto la pesante protezione della polizia. Poco dopo la dispersione del corteo, che si è tenuto in uno spazio "protetto", i nazionalisti hanno protestato marciando attraverso la capitale ucraina e hanno schernito i manifestanti. Tra i partecipanti alla marcia c'erano diversi soldati apertamente gay, tra cui Petro Zherukha, 28 anni, autorizzato dalla sua unità a partecipare al Pride.

I sondaggi mostrano che i gay, le lesbiche e le persone transgender sono sempre più accettati nel Paese dall'inizio della guerra e che i soldati apertamente omosessuali non esitano ad arruolarsi nelle forze armate. "Tra i manifestanti molti hanno chiesto che vengano autorizzate ufficialmente nel Paese le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La mancanza di un quadro giuridico per le coppie dello stesso sesso significa che i partner dei soldati Lgbtq uccisi o feriti potrebbero non essere informati di ciò che è accaduto ai loro cari.

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