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Giornata mondiale delle bambine, a che punto siamo con diritti e parità di genere?

Sono trascorsi otto anni da quando l'Onu con la risoluzione 66/170 del dicembre 2011 scelse l'11 ottobre come data per celebrare la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze. E ne sono trascorsi ben 25 di anni dalla IV Conferenza mondiale sulle donne, a Pechino, in cui fu approvata la Dichiarazione e piattaforma d'azione per favorire l'emancipazione femminile nel mondo. Eppure, ogni anno, in questa giornata, ci ritroviamo a parlare di spose bambine (12 milioni nel mondo), violenze e abusi sessuali su minori e non (15 milioni), estromissione delle bambine e delle ragazze dall'istruzione (130 milioni), discriminazione di genere dovuta (ancora in alcune parti del mondo) allo stigma delle mestruazioni, gender gap e disparità salariale tra donne e uomini. I dati forniti da UN Women, l'organismo delle Nazioni Unite, dimostrano che le bambine e le ragazze di oggi dovranno lottare ancora molto per vedere rispettati i propri diritti fondamentali. Ma ci sono storie che ci fanno sperare, come quella di Umohoza Hurlarain, Nyamam Gai Gatluak e Mumina Khalif. Tre giovani studentesse che, nel campo profughi di Kakuma (Kenya), stanno imparando la programmazione informatica nella Primary School voluta e finanziata da Angelina Jolie. La scuola, che porta il nome dell'attrice, è l'unico collegio per ragazze nel campo di Kakuma e ogni anno garantisce l'istruzione a 60 studentesse. L’anno scorso alle selezioni si sono presentate in 500 (a cura di Marisa Labanca)