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Caparezza si confessa ai fan: "Nel disco canto il dolore per la mia malattia"

Strada chiusa al traffico, e centinaia di fan fuori ad aspettarlo e a cantare i suoi successi. Caparezza è passato da Bari per il firmacopie dell’ultimo album Prisoner 709, un assaggio prima del tour che lo vedrà sul palco del Palaflorio il 18 novembre. Intanto fa i conti con le nuove 16 canzoni, e con un disco diverso dai precedenti: “Un album vero, rappresenta un momento non particolarmente felice, è una bella palude da attraversare. Mi rispecchia: è grottesco fuori e dark dentro”. Stavolta l’artista di Molfetta accantona il mondo fuori, e si guarda dentro. “Sono successe le cose tipiche dell’età adulta, mi sono assunto la responsabilità di essere onesto con me stesso”. E tra le cose successe c’è anche la scoperta della malattia, dell’acufene che gli riempie di fischi le orecchie. “Non se ne va, ha deciso per me. Ma bisogna idealizzare le cose, e allora dico che l’acufene mi ha fatto fare un bel disco” (Anna Puricella)