Fauna

Salamandra rarissima trovata in Val di Sella: un cittadino avvisa il custode forestale

Un esemplare di salamandra Aurora, piccolo anfibio endemico delle Prealpi sud-orientali: un team di ricerca guidato dal Muse di Trento ha individuato una nuova popolazione in val di Sella, ampliando l’area di distribuzione finora ritenuta limitata all’altopiano della Vezzena e ai Sette Comuni

TRENTO. La salamandra Aurora "popola" anche la val di Sella e non esclusivamente i pochi chilometri quadrati dell'altopiano della Vezzena in Trentino e dei Sette Comuni in Veneto: dopo la sua prima osservazione, che risale al 2008, si credeva fossero i soli habitat.

Un team di ricerca guidato dal Museo delle Scienze di Trento ha individuato una nuova 'colonia' di questo piccolo anfibio endemico, uno dei più rari e minacciati d'Italia, anche in val di Sole. Lo studio è stato condotto in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche e le Università di Oviedo, Firenze e Genova. Il relativo articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica Acta Herpetologica.

La scoperta è avvenuta grazie alla "segnalazione puntuale da parte di un cittadino, condivisa con un custode forestale", che ha portato "ricercatrici e ricercatori a effettuare una serie di verifiche scientifiche sul campo e accertare la presenza di una popolazione stabile in Val di Sella, sul versante esposto a nord del massiccio Ortigara-Cima XII, un habitat considerato finora non idoneo per la sottospecie". "Si tratta di una delle notizie più rilevanti nel campo dell'erpetologia degli ultimi anni a livello provinciale, e di una scoperta di grande rilievo per l'ecologia e la conservazione di questo rarissimo anfibio", ha sottolineato Emma Centomo, collaboratrice di ricerca del Muse e autrice co-primaria dello studio.

La salamandra di Aurora è una sottospecie endemica delle Prealpi sud-orientali:è caratterizzata da una livrea nero-giallastra, con macchie dorsali più ampie e spesso fuse insieme, da lunghezza di 10 centimetri. La sua distribuzione è estremamente limitata (circa 31 kmq). È considerato uno degli anfibi più rari e a rischio di estinzione in Italia anche per via del tasso riproduttivo molto lento, ossia 1-2 piccoli ogni 2-4 anni. Il suo nome deriva dalla moglie del primo descrittore Luigi Trevisan.

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