Guàna di Martalar, folla continua per l’opera a Primiero
Realizzata con oltre duemila pezzi e radici di legno recuperati nei boschi colpiti dalla tempesta Vaia, la Guàna prosegue il percorso artistico di Martalar, già noto in Trentino per creazioni simboliche nate dalla distruzione del 2018
PRIMIERO. Dalla leggenda delle Guàne, ninfe legate all’acqua e capaci di mutarsi in lontre, nasce la nuova opera di Marco Martello, in arte Martalar, svelata al Parco Benessere Navoi. La scultura, alta sette metri, è diventata in poche ore un richiamo potente: in via Navoi il via vai è continuo, con tantissime persone che si fermano ad ammirare un’opera giudicata spettacolare per dimensioni e forza evocativa, incastonata davanti alle Pale di San Martino.
Realizzata con oltre duemila pezzi e radici di legno recuperati nei boschi colpiti dalla tempesta Vaia, la Guàna prosegue il percorso artistico di Martalar, già noto in Trentino per creazioni simboliche nate dalla distruzione del 2018. «Ciò che era distrutto rinasce come segno di resilienza», spiega l’artista, sottolineando il legame tra materia, memoria e paesaggio.
L’opera è stata commissionata dal Comune di Primiero San Martino di Castrozza con un investimento di 27.500 euro, per arricchire un’area già attrezzata con percorsi salute, spazi fitness, pedana yoga, aiuole e passaggi multisensoriali. Quest’anno il parco si è ampliato anche con un biolago non balneabile, accanto al quale è stata collocata la scultura, coerentemente con la figura mitologica legata all’acqua.
Il sindaco Daniele Depaoli evidenzia la riqualificazione della zona e la scelta della posizione: «La Guàna è vicina al laghetto perché richiama l’acqua. Dal Navoi si osservano anche i segni lasciati da Vaia sul Bedolè: l’opera unisce leggende locali e storia recente». L’auspicio è che l’interesse già visibile in questi giorni si traduca in un’attrazione stabile per residenti e turisti.